Si interviene dopo, quando il danno è fatto, invece di investire seriamente sulla prevenzione. E allora, anziché attaccare sterilmente le opposizioni e la stampa, colpevoli soltanto di raccontare i disservizi che i palermitani vivono sulla propria pelle, il sindaco Lagalla dovrebbe fare una cosa molto più semplice: guardarsi allo specchio. Perché il problema non è chi denuncia gli allagamenti. Il problema è chi governa una città che, alla prima pioggia, si ritrova ancora una volta impreparata. La prevenzione non è propaganda e non è un optional. È un dovere di chi amministra. E a Palermo, evidentemente, qualcuno continua a dimenticarlo”. Lo dichiara Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e componente della Terza commissione consiliare che ha competenza sulle aziende partecipate.
"Agenzia Media & Service" Videonews, Diretta ARS, Consigli comunali, Politica, cronaca, sport, spettacoli, musica, cultura, arte, mostre.
Comune Palermo Amella: "Prime piogge, primi allagamenti. A Palermo la prevenzione è ancora un'utopia
“Arrivano le prime piogge e, puntualmente, arrivano anche i primi allagamenti causati dai tombini ostruiti. Dallo Zen a Mondello, la storia è sempre la stessa. Bastano 10 minuti di pioggia per mettere in ginocchio la città. A Palermo la prevenzione continua ad considerata alla stregua del misticismo. E invece è scienza esatta: si programma, si interviene prima dell’emergenza e si manutengono con regolarità le infrastrutture. Non ci si può ricordare dei tombini soltanto quando l’acqua ha già invaso le strade. E, mentre Amap e Rap discutono su chi debba prendere la palla, la palla finisce in porta e a pagare il conto, come sempre, sono i cittadini. È lo stesso schema già visto sul fronte della prevenzione degli incendi boschivi a livello regionale.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento