“L’obiettivo – ha sottolineato Davide Falteri - è chiaro: non consumare nuovo suolo, ma restituire valore economico, produttivo e occupazionale ad aree già utilizzate”.
Il progetto presentato da Federlogistica e destinato a confrontarsi con la realtà di aree spesso cannibalizzate dalla corsa incontrollata e non pianificata alla logistica, potrà svilupparsi attraverso il confronto con ANCI, ICE, Regioni, Autorità di Sistema Portuale e ZLS.
A questo progetto si abbina per altro quello di porti e corridoi logistici green, caratterizzati da un’innovazione, e non solo tecnologica, in materia di: digitalizzazione dei flussi, intermodalità ferroviaria, autoparchi e aree buffer, infrastrutture energetiche, cybersecurity, gestione sostenibile dei dragaggi. Con una particolare attenzione dedicata all’autotrasporto: la sostenibilità deve essere accompagnata da aree di sosta, servizi, sistemi di prenotazione e collegamenti efficienti e sicuri con i porti.
A questo fine, Federlogistica si è dotata di una Sezione green affidata all’avvocato Matteo Campora. E su questi temi è intervenuto anche Giovanni Battista Raggi, Green Operations Specialist di Federlogistica, che ha richiamato le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale per ottimizzare rotte, carichi e flussi logistici, riducendo viaggi a vuoto, consumi, tempi di attesa ed emissioni. Raggi ha inoltre accennato alle future applicazioni del calcolo quantistico nella gestione dei sistemi logistici complessi.
«Sono finiti tempi in cui si alimentava la contrapposizione fra ambiente, trasporto, produzione e infrastrutture dello sviluppo. Dobbiamo fare - ha concluso il Presidente di Federlogistica - dell’ambiente la prima infrastruttura».


Nessun commento:
Posta un commento