“Per le comunità insulari il collegamento con la terraferma non è un semplice servizio di trasporto - affermano - ma un’infrastruttura essenziale per garantire lavoro, scuola, sanità e vita sociale. Per questo il nuovo sistema deve essere costruito a partire dalle esigenze reali dei territori”.
La gara avrà un valore complessivo di 1 miliardo e 425 milioni di euro e una durata prevista di nove anni. Una scelta destinata, dunque, a incidere a lungo sul sistema della mobilità delle isole minori.
“Proprio per la dimensione economica e per la durata dell’affidamento - sottolineano Safina e Montoleone - riteniamo indispensabile un confronto preventivo con chi conosce quotidianamente le criticità dei collegamenti”.
Al centro c’è soprattutto la continuità territoriale, che deve essere garantita durante tutto l’anno, tenendo conto della forte differenza tra alta e bassa stagione.
“Non possiamo avere isole collegate adeguatamente d’estate e penalizzate d’inverno. Il servizio deve essere flessibile, garantire frequenze adeguate e prevedere risposte efficaci alle cancellazioni dovute alle condizioni meteomarine, soprattutto nei collegamenti più periferici”.
Attenzione anche alle tariffe: “Residenti, pendolari e lavoratori devono poter contare su costi sostenibili e su formule di abbonamento adeguate. La mobilità non può diventare un lusso”.
Da qui la richiesta alla Regione di convocare tavoli tecnici con le amministrazioni delle isole minori, coinvolgendo anche le associazioni di categoria.
“Non chiediamo di rallentare la procedura ma di costruirla meglio. Un bando da 1,425 miliardi e destinato a durare nove anni rappresenta una responsabilità enorme. La Regione ha l’opportunità di realizzare un sistema moderno ed efficiente, ma per farlo deve partire dall’ascolto dei territori. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, concludono.

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