Quando il quadro diventa testo e il testo diventa quadro: Pensovecchio torna all'11 settembre di 25 anni fa

di Fabrizio Gaetano Verruso
Oggi, venerdì 11 settembre, al Saracen SANDS Hotel di Isola delle Femmine, un'estemporanea dedicata al 25° anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle. L'opera nascerà da un testo scritto dal Maestro all'indomani della tragedia
Ci sono ricordi che il tempo non cancella e parole che, a distanza di anni, possono tornare a cercare una nuova forma per raccontare ciò che è stato. È da questa esigenza di memoria che nasce l'ennesima estemporanea del Maestro Ignazio Pensovecchio, in programma domani, venerdì 11 settembre, a partire dalle ore 10, nella zona relax del Saracen SANDS Hotel & Congress Centre di Isola delle Femmine. Il titolo scelto per l'iniziativa è già una dichiarazione d'intenti: “Quando il quadro diventa testo e il testo diventa quadro”.
Ignazio Pensovecchio porterà infatti sulla tela non soltanto il tragico ricordo di quell'11 settembre 2001, ma un testo che egli stesso scrisse proprio all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle di New York. Uno scritto nato allora dall'impatto emotivo di quella tragedia e che domani, a venticinque anni di distanza, tornerà a vivere attraverso il colore e la materia pittorica. Nel testo del Maestro riaffiorano immagini di sgomento, dolore e incredulità. «Pianto di un talento al pianoforte…», scrive Pensovecchio, mentre più avanti la sua scrittura sembra immergersi nella profondità dell'evento: «dal profondo esce la meraviglia che tace ogni espressione di cultura e di umano». Sono parole che non cercano una cronaca dell'accaduto, ma ne restituiscono la dimensione tutta emotiva, quasi inconscia. Le Torri Gemelle diventano così, nella sua narrazione, il simbolo di una ferita collettiva, mentre il crollo si trasforma in un'immagine che ancora oggi conserva tutta la sua potenza evocativa. «Il boato lascia una scia di polvere desolata… resta rabbia… dolore… e speranza».
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Ed è proprio quest'ultima parola, speranza, a indicare forse la direzione dell'opera che nascerà domani.
Nel linguaggio del Profondismo Pittorico, la memoria non rimane infatti immobile. Viene attraversata dal colore, dalla materia, dal gesto dell'artista e trasformata in una nuova esperienza visiva.
Quella di domani sarà dunque più di una semplice estemporanea commemorativa. Sarà un rito di trasformazione, nel quale una parola nata davanti all'orrore di un evento storico torna, venticinque anni dopo, a confrontarsi con la tela.
Il testo diventa quadro e il quadro, a sua volta, torna a farsi testo: non attraverso nuove parole, ma attraverso quei segni, quei colori e quelle profondità con cui Pensovecchio da anni costruisce il proprio percorso artistico.
Un percorso che trova ancora una volta nel Saracen un luogo privilegiato di incontro tra il Maestro, la sua pittura e il pubblico. La struttura di Isola delle Femmine è infatti da tempo parte del percorso espositivo ed esperienziale di Pensovecchio, che qui ha realizzato diverse estemporanee e presentato le proprie opere.
Alla fine dell'estemporanea, l'opera rimarrà esposta nella hall del Saracen SANDS Hotel fino al 30 settembre, offrendo ai visitatori la possibilità di confrontarsi con una memoria che, attraverso la pittura, continua a interrogare il presente.
Dalla parola alla tela, dunque. Dalla ferita al colore. Dalla memoria all'emozione.
È ancora una volta il Profondismo Pittorico di Ignazio Pensovecchio a cercare, dentro la profondità della materia, quella luce capace di restituire alla memoria collettiva un nuovo respiro di ritrovata speranza.

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