Caronia analizza poi la manovra: “Il Governo regionale ha messo in campo risorse importanti, pari a 1 miliardo e 300 milioni. Purtroppo, in questa fase, a causa dell’impossibilità di coprire interamente l’annualità 2027, non è stato possibile completare l'intera operazione sui due bacini di lavoratori. Tuttavia, la strada è tracciata e gli impegni assunti sono vincolanti. Le parole in aula dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino riflettono pienamente la linea del presidente Renato Schifani e quanto sostenuto da me e dall’onorevole Saverio Romano, il cui supporto è stato fondamentale in questa complessa trattativa”. Una battaglia che per la deputata ha richiesto anche un forte coraggio politico: “Per difendere la dignità di chi porta il pane a casa, non ho esitato a compiere scelte forti, uscendo temporaneamente dai binari della maggioranza e mettendo a repentaglio il mio stesso posizionamento politico, rinunciando anche a tante altre iniziative. Ma la libertà e il futuro delle famiglie palermitane valgono ogni sacrificio. La parola “Pip” deve essere progressivamente cancellata dal nostro vocabolario: queste persone devono diventare solo e soltanto lavoratori, capaci di guardare al futuro con serenità”.
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Manovrina, Caronia: “Ex Pip ed ex Keller una battaglia di dignità Meritano contratti full time ma soprattutto la libertà”
Palermo - “Una seduta fiume a Sala d’Ercole per difendere un unico principio: la dignità del lavoro. Nonostante le lunghissime ore di attesa e di dibattito in aula, esco da questa sessione sulla manovrina stanca ma profondamente soddisfatta per il percorso tracciato”. Lo dice Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati, dopo l'approvazione delle variazioni di bilancio all'Ars. “Tra i tanti temi sul tavolo – spiega Caronia – ho scelto di concentrare tutta la mia azione politica su una priorità assoluta: il futuro degli ex Pip e degli ex Keller. La nostra battaglia, condotta senza sosta e senza arretramenti, punta a un obiettivo chiaro: garantire a queste persone un contratto a 36 ore settimanali che consenta loro di vivere dignitosamente e di essere finalmente considerati lavoratori a pieno titolo, liberi dal precariato”.
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