Il congresso ha l'obiettivo di soffermarsi e passare in rassegna gli importanti interventi di recupero effettuati negli ultimi 50 anni, che hanno permesso di restituire al pubblico e valorizzare molti dei castelli siciliani, alcuni dei quali pervenuti in pessimo stato di conservazione. Parteciperanno specialisti di altissimo livello, italiani e di altri Paesi, per fare il punto sulle fortezze, tendendo ponti verso altre aree del Mediterraneo.
«Negli ultimi 50 anni, – dice il direttore del centro regionale per la Progettazione e per il restauro, Ferdinando Maurici – da quando la Regione Siciliana ha assunto la tutela del patrimonio culturale in base allo Statuto speciale, è stata salvata, fra gli altri risultati, buona parte del patrimonio castellano dell'isola».
L’assessorato regionale dei Beni culturali, spesso in collaborazione con altri rami della pubblica amministrazione e dello Stato, ha consegnato alla pubblica fruizione un grandissimo patrimonio storico, architettonico e archeologico. Basti ricordare gli interventi sulle fortezze di Caccamo, Carini, Vicari, Alcamo, "Maniace" a Siracusa, "Castello a Mare" di Palermo e ancora le fortificazioni di Montalbano, Sperlinga, Castelluccio di Gela, "Ursino" di Catania, di Milazzo e tanti altri ancora. La loro costruzione copre tutto il Medioevo: dal Kassar bizantino di Castronovo al castello quattrocentesco di Brucoli, primo accenno di fortificazione concepita per resistere all'artiglieria a polvere nera.
Nessun commento:
Posta un commento