La pièce, frutto della regia e della co-creazione di Alessandro Ienzi, racconta le esperienze di detenzione e tortura vissute da Saleh nei centri repressivi di Caracas, trasformate in teatro come strumento di memoria, consapevolezza e riflessione profonda. La serata proseguirà con testimonianze vive contro ogni forma di repressione e con una conversazione tra i protagonisti, in un dialogo aperto che permetterà al pubblico di confrontarsi direttamente con le esperienze di chi ha vissuto ingiustizie, prigionia e tortura. Parteciperanno Lorent Saleh, Mario Burlò, imprenditore italiano ed ex prigioniero politico liberato dal Venezuela nel gennaio 2026, Junior Nzita Nsuami, fondatore della Fondation Paix pour l’Enfance ed ex bambino-soldato nel Congo, e Alessandro Ienzi, regista e difensore dei diritti umani, autore dello spettacolo e promotore della memoria attraverso l’arte. Presenta il giornalista e noto conduttore televisivo Giovanni Anversa. “In un contesto così complesso, un vero nemico della pace e della stabilità è la polarizzazione delle idee che diventano monoliti immodificabili. Il dibattito così diventa povero e solo terreno di scontro, un campo di battaglia in cui io esisto contro di te e tu contro di me, in cui le idee divengono proprietà che non si vogliono perdere o cedere. Così il campo delle idee riproduce esattamente le dinamiche che portano al saccheggio delle risorse da parte di alcune potenze a danno di altre, o le dinamiche in virtù delle quali intere popolazioni subiscono oppressione e violazioni dei propri diritti fondamentali. Il teatro aiuta a comprendere queste dinamiche e a schierarsi sempre e solo dalla parte delle persone che sono i veri soggetti vulnerabili e che vanno difesi”, dichiara Alessandro Ienzi. In questo contesto, il teatro, la testimonianza e il dialogo vogliono essere strumenti per creare consapevolezza, promuovere la pace e resistere a logiche di sopraffazione.
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In allegato: foto di Alessandro Ienzi e locandina

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