Riso - Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea | 14 marzo > 2 ottobre

Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore si rincontrano dopo quasi mezzo secolo a Palermo e dialogano sulla responsabilità civile dell’arte. Isgrò annuncia un nuovo lavoro, voluto da Papa Francesco e confermato da Papa Leone: “cancellare” l’enciclica “Laudato si'”. PALERMO, 16 marzo. Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore non si incontravano dal 1979, da quando il regista aveva diretto la messinscena di "San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori", “processione in versi” di Isgrò alle Orestiadi di Gibellina: allora fu un progetto fortemente richiesto da Ludovico Corrao, che volle il santo taumaturgo come monito contro ogni guerra.
Sabato scorso a Palermo, in un museo Riso gremito di pubblico, tra curatori, direttori di museo, artisti, docenti di Belle Arti e tantissimi studenti, i due artisti (anzi, Tornatore ama autodefinirsi “artigiano di immagini e parole”) si sono rincontrati, e il loro dialogo pubblico con Gabriele Simongini ha aperto il ciclo di quattro incontri "Cantiere Cultura e del Contemporaneo" ideato da Roberto Grossi e curato con la direttrice del museo, Evelina de Castro.
Sul tavolo un tema enorme come la responsabilità civile dell'artista – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni” – su cui Isgrò e Tornatore si sono trovati perfettamente d’accordo: l’artista deve far suo il dialogo, può veramente essere un utensile di pace. La funzione e la responsabilità dell'artista, in qualsiasi campo egli si muova, è quella di confrontarsi con uomini e territori, cercando connessioni. Proprio per questo Emilio Isgrò ha voluto annunciare da Palermo, l'incarico di papa Leone XIV: poco prima della sua morte, Papa Francesco aveva chiesto all'artista delle "cancellature" di intervenire sull'enciclica "Laudato si'". Ora papa Leone ha voluto confermare il progetto e Emilio Isgrò si è messo all'opera.

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