Quello che nasceva come uno strumento eccezionale per ridurre le liste d’attesa si è trasformato, nei fatti, in un meccanismo strutturale di privatizzazione interna, che genera diseguaglianze intollerabili tra cittadini e conseguenziali liste d'attesa insostenibili e vergognose. Oggi assistiamo a una realtà inaccettabile, chi può pagare accede rapidamente alle cure mentre chi non può permetterselo resta bloccato per mesi o anni nelle liste d’attesa, e a causa di questo sistema distorto, migliaia di cittadini rinunciano alle cure per motivi economici. Il modello di gestione che ne è generato sulla salute dei cittadini e sul diritto alla cura è in aperta violazione dell’art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e dell’art. 3, che sancisce il principio di uguaglianza. Il sistema intramoenia, anziché ridurre le liste d’attesa, ha prodotto effetti opposti. Ha sottratto risorse e tempo all’attività istituzionale, ha dato il via ad interessi economici nel mantenere lunghe liste d’attesa, ed ha creato corsie preferenziali a pagamento anche dentro strutture pubbliche. L’introduzione di modelli estremi come la cosiddetta “super-intramoenia”, già sperimentata in alcune regioni, rappresenta un ulteriore salto verso una sanità a doppio binario, pubblica per chi non può pagare caratterizzata dalla lentezza operativa cronica e sempre più inefficiente, in contrapposizione a quella privata rapida ed efficiente per chi può permetterselo. Le attuali liste d’attesa non sono un problema tecnico, ma una precisa conseguenza politica e organizzativa, determinata da anni di sottofinanziamento della sanità pubblica, da carenza cronica di personale sanitario per errate politiche di reclutamento e formazione del personale, migrazione di medici e infermieri verso il privato o peggio l’estero, e per ultimo attuazione disomogenea e inefficace del PNRR salute. Il risultato di queste dinamiche politiche è sotto gli occhi di tutti, dando vita ad un sistema pubblico incapace di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nei tempi previsti dalla legge. Inoltre l'aver incentivato la proliferazione dei fondi sanitari integrativi e delle assicurazioni con convenzioni pubblico-privato ha trasformato il diritto alla salute in un servizio condizionato dalla capacità economica del cittadino. Questa strategia politica messa in atto con riforme truffa e vergognose della sanità, ha ottenuto una deriva gravissima che svuota la funzione del Servizio Sanitario Nazionale, nato con la Legge n. 833/1978 per garantire universalità, equità e accesso alle cure, SSN invidiato da tutti e che ha permesso al popolo italiano di essere annoverato tra i più longevi al mondo. Non è più accettabile scaricare sui cittadini inefficienze strutturali. Non è più accettabile giustificare le liste d’attesa con carenze organizzative. Non è più accettabile tollerare modelli operativi che favoriscono chi paga a discapito dei più fragili. La sanità pubblica deve tornare ad essere eccellenza e priorità assoluta, sia negli investimenti che nelle scelte politiche. Il Segr. SINALP Dr. Andrea Monteleone chiede con forza la riduzione reale delle liste d’attesa, attraverso il potenziamento dell’attività istituzionale e non tramite la “truffa” dell'uso distorto dell'intramoenia. Chiede l'assunzione straordinaria di personale sanitario bandendo i relativi concorsi pubblici. Bisogna avere il coraggio di uscire dalla morsa discriminatoria dell'intramoenia limitandone al massimo l'uso, e riportandola alla funzione originaria. Stop a ogni forma di “super-intramoenia” e privatizzazione interna del sistema sanitario pubblico. Piena garanzia ed applicazione dei LEA nei tempi previsti dalla legge. Massima trasparenza sui tempi di attesa e sulle agende sanitarie. Oggi ci troviamo di fronte a un bivio storico che sarà la ragione di volta tra il voler realmente difendere il diritto universale alla salute oppure accettare definitivamente una sanità per ricchi e una per poveri. Il SINALP non potrà mai accettare questa deriva, la salute non è mai negoziabile, non è un privilegio, non è una merce, non è un lusso, è un diritto costituzionale che va difeso con determinazione. SINALP Sicilia Rete Zeromolestie SINALP Segreteria Regionale
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Sinalp, il sistema intramoenia, il collasso della sanità pubblica, la distruzione del diritto alla salute e la vergogna delle liste d'attesa infinite.
La scrivente Organizzazione Sindacale SINALP Sicilia, unitamente alla Rete Zeromolestie SINALP e alle associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei cittadini, esprime la più ferma e netta denuncia rispetto al progressivo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, oggi ulteriormente aggravato da un uso distorto e degenerato del sistema dell’intramoenia introdotta dalla riforma Bindi-bis con D.Lgs. n. 229/1999, come se già non bastava la prima riforma, sempre della Bindi, che aveva già dato una spallata mortale al SSN con la regionalizzazione della sanità.
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