In via Nairobi e nelle strade limitrofe erano già state segnalate condizioni di forte insicurezza, tra cui l’assenza di illuminazione pubblica da mesi, situazione aggravata ulteriormente dal crollo, che ha abbattuto dei corpi illuminanti. Per questa ragione ho chiesto nella giornata di ieri con urgenza che l’Ufficio della Protezione civile solleciti formalmente l’ASP ad adempiere alle proprie responsabilità e che, parallelamente, l’Ufficio dell’Illuminazione pubblica del Comune di Palermo predisponga un intervento straordinario per il ripristino del servizio di illuminazione pubblica. Lasciare una strada al buio, con una recinzione provvisoria e senza ulteriori lavori, significa continuare a esporre i cittadini a rischi inaccettabili. Come consigliere della Quarta Circoscrizione e come rappresentante dei residenti del territorio, continuerò a seguire la vicenda con la massima attenzione fino a quando non saranno garantiti il rifacimento del muro, il ripristino dell’illuminazione e la piena messa in sicurezza dell’intera area. Ringrazio l'ufficio della protezione civile sempre disponibile ad ascoltare e a lavorare in favore delle giuste cause da portare avanti. Su temi come questi non servono rassicurazioni, ma atti concreti e immediati». Lo dichiara il consigliere del Movimento 5 Stelle, Mirko Dentici (IV Circoscrizione)
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Comune Palermo: Via Nairobi - Dichiarazione consigliere IV Circoscrizione Mirko Dentici
«A oltre due mesi e mezzo dal crollo del muro perimetrale di via Nairobi, ritengo non più tollerabile il silenzio e l’inerzia di ASP davanti a una vicenda che ha messo in serio pericolo la pubblica incolumità. Il crollo, avvenuto il 21 febbraio 2026, ha provocato il ferimento di una persona e il danneggiamento di diverse autovetture, confermando la gravità di una situazione che poteva essere evitata, laddove ci fossero interventi di verifica/ manutenzione. Il muro crollato appartiene all’ASP e proprio per questo è necessario che l’Azienda sanitaria intervenga senza ulteriore ritardo per il rifacimento completo della struttura e per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Non è accettabile che, a distanza di tutto questo tempo, si sia proceduto soltanto con la rimozione di alcune parti del muro e con il transennamento del perimetro, senza un vero intervento risolutivo. Questa vicenda è ancora più grave perché si inserisce in un contesto di criticità note da tempo.
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