Tra la fine del 2023 e il 2024, infatti, il Parco ha condotto importanti attività di scavo nell’area demaniale, sita in prossimità di piazza Marconi, che hanno consentito di riportare in luce, per la prima volta, la quota originaria del Fossato Punico e utili interventi per recuperare aree da tempo non valorizzate, come quella di Vico Infermeria.
Nel 2024 e nel 2025 gli scavi sono poi proseguiti in collaborazione con l’Università di Palermo, nell’area di Largo delle Ninfe, approfondendo e completando gli studi avviati negli anni Novanta. Attività che hanno permesso una più chiara lettura delle case lilibetane e lo studio sistematico dei loro apparati decorativi anche grazie al progetto Samotrace, sostenuto dall’Unione Europea.
I cantieri oggi visibili nell’area di Capo Boeo rappresentano, dunque, una ulteriore tappa di un lavoro costante, portato avanti negli anni con impegno, programmazione, uno effettuato con risorse proprie del Parco, e l’altro con un prestigioso istituto spagnolo in convenzione, grazie anche al prezioso lavoro della dott.ssa Maria Grazia Griffo, che segue gli scavi e le attività scientifiche del Parco con grande abnegazione e professionalità. E le attività continueranno anche nei prossimi mesi: a settembre prenderanno infatti avvio, con somme del bilancio del Parco, che come è noto e dotato di autonomia anche finanziaria, nuovi scavi alla Plateia Aelia, recentemente valorizzata grazie ad un importante intervento di illuminazione, finanziato dalla Regione Siciliana. Il Parco continua così il proprio percorso di ricerca, tutela e valorizzazione di Lilibeo, nella convinzione che la conoscenza e la condivisione del patrimonio archeologico siano il modo migliore per restituire memoria e futuro a questo straordinario luogo e a questa straordinaria Marsala.


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