Dal "tesoro della droga" colpo al patrimonio riciclato di Messina Denaro in Europa e in Libano. Un' operazione di cooperazione internazionale con un bilancio di 3 arresti e un sequestro da oltre 200 milioni

di Ambra Drago
Dal "tesoro della droga" colpo al patrimonio di Matteo Messina Denaro riciclato dalle Cayman al Principato di Monaco. Un' operazione internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e che ha portato all' arresto di tre persone trapanesi di un nucleo familiare e al sequestro di 200 milioni di euro. In particolare sono state individuate 8 società estere di cui 5 in Spagna, due con sede a Gibilterra e una alle Isole Cayman impiegate come contenitori di investimento economici anche di natura patrimoniale.
Davanti alla mafia che non conoscono frontiere riescono le polizie europee ad agire ha esordito il procuratore Capo di Palermo Maurizio de Lucia presente in conferenza stampa.
" Abbiamo individuato parte del patrimonio dell'organizzazione mafiosa. C'è stata un ampia collaborazione a livello internazionale. Devo ringraziare il Procuratore nazionale Antimafia Melillo. Devo ringraziare l'operato della nostra Guardia di Finanza".

Alla base dell' operazione vi è il concetto di globalizzazione e di cooperazione internazione ha voluto sottolineare il Generale Domenico Napolitano, alla guida del comando provinciale della Guardia di Finanza e che tra qualche mese come accennato dallo stesso De Lucia lascerà il capoluogo siciliano. Per quanto riguarda i dettagli operativi sono stati illustrati dal colonnello Corrado Pappalardo che guida il Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Palermo. 
" Sono società che risalgono agli anni 80' abbiamo seguito le evoluzioni e le tappe. Abbiamo evidenza di trasferimento di capitali dalla Svizzera al Lussemburgo sino al Principato di Monaco. Parliamo di un patrimonio di oltre 200 milioni euro. Abbiamo sequestrato società in Spagna nelle isole Cayman Abbiamo sequestrato resort lussuosissimi tra Marbella, Benahavis e Puerto Banùs, località esclusive della costa del Sol. Siamo intervenuti in quote di partecipazioni in istituti finanziari libanesi. Indagati che abitavano dimore lussuose. Nel corso dell' attività abbiamo intercettano anche 12 chili di oro, di lingotti. È stata un' attività complessa e delicata che ha esaltato il profilo di integrazione internazionale con le forze di polizia straniere".
Le indagini sono partite dalla segnalazione delle Autorità di Andorra riguardante una donna, originaria di Campobello di Mazara, con importanti disponibilità economiche proprio in quel Paese. dai controlli investigativi è poi emersi che la donna era sposata con un narcotrafficante, già destinatario di condanne e con rapporti di contiguità con Cosa nostra. 
 " Una persona che dagli anni 80' al 2017 si è occupato di traffico di stupefacenti esordisce il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia Vito Di Giorgio. Ma la cosa che ha destato attenzione sono i traffici che questo avevo dal Marocco e dalla Spagna. nel 1983 portava 250 chilogrammi dall' Italia alla Svizzera, nel 94' fu arrestato con 116 milioni delle vecchie lire. Tra il 90-94 responsabile del traffico di droga per 8 miliardi. Abbiamo cercato di capire questo traffico e avvalorati da due collaboratori vicini al mandamento di Mazara. Il dieci per cento su ogni carico piazzato sarebbe andato a Matteo Messina Denaro. In una conversazione del 2016 intercettata tra l'indagato e il suo sodale riferiva che una parte delmorovento sarebbe dovuto andare a una persona che doveva subire un operazione e noi siamo arrivati a collegarla a Matteo Messina Denaro. I tre soggetti hanno effettuato investimento dimostrando anche la preparazione necessaria dal punto di vista economico".
Subito dopo ha preso la parola il Procuratore nazionale antimafia:" È stata un operazione di ampia importanza dal punto di vista strategico, non solo per la sottrazione del patrimonio ma si tratta di una scelta che consente di colpire Cosa nostra nell'ansia struttura unitaria. Queste risorse occultate sono una garanzia per il vertice. È stato reso possibile da due fattori: da un lato la Procura di Palermo nell' assicurare le indagini e la capacità di tenere queste operazioni riservate per lungo tempo e l'ennesima conferma che si possono svolgere le il pm è indipendente ed è anche lo scudo delle operazioni di polizia giudiziaria".
Nell'operazione sono stati impegnati oltre 150 finanzieri al fianco delle forze di polizia degli Stati coinvolti. Impiegati anche mezzi aerei, droni e "termo scanner" per la ricerca di intercapedini e cavità nascoste oltre a un team di esperti specializzati in analisi informatiche per l'individuazione di wallet digitali e cripto valute.

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