Il programma, articolato su tutto il territorio regionale, offre a cittadini e visitatori l’opportunità di conoscere da vicino le realtà produttive siciliane attraverso visite, dimostrazioni e laboratori esperienziali.
Nel Palermitano, visite al birrificio Bruno Ribadi di Terrasini; lavorazioni artigianali di gioielli a Palermo; presentazione delle attività e delle attrezzature del Cedifop al Molo Sammuzzo del porto; laboratorio sul cannolo siciliano a San Giuseppe Jato; produzione di biscotti a Castelbuono; dimostrazioni sulla pittura del carretto siciliano a Bagheria e Partinico; visite nel settore della meccatronica a Termini Imerese e Partinico.
Nel Catanese, il distretto Vino di Sicilia propone la visita della cantina Terra Costantino di Viagrande; a Caltagirone sarà possibile assistere alla lavorazione della ceramica presso Ceramiche Ruscica; a Viagrande, presso Kea Atelier di Carmela Motta, dimostrazioni di lavorazione del tombolo; a Nicolosi la lavorazione della pietra lavica da Calareso Lavica; ad Acitrezza visita all’antico cantiere navale Rodolico.
Nel Messinese, a Santo Stefano di Camastra, il Distretto delle Ceramiche Made in Sicily propone visite e dimostrazioni presso Palazzo Trabia e Le Terrecotte del Sole.
A Siracusa, dimostrazioni di lavorazione e riproduzione di monete antiche.
Nel Trapanese, visita all’impianto molitorio di Molini del Ponte di Castelvetrano.
Nell’Ennese, a Leonforte, sarà possibile assistere alla lavorazione della carta presso la Crisa e ammirare le creazioni di gioielleria artigianale.
«La Sicilia – conclude Tamajo – è un laboratorio straordinario di saperi e tradizioni. Aprire le imprese al pubblico significa raccontare il lavoro che c’è dietro ogni prodotto e rafforzare il legame tra territori, imprese e nuove generazioni. È così che costruiamo il futuro del Made in Italy».

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