Antoci: “Rafforzata cooperazione internazionale contro le nuove mafie digitali”.
“La criminalità organizzata oggi corre sul web, utilizza strumenti digitali sempre più sofisticati e sfrutta le nuove tecnologie per riciclare denaro, truffare cittadini e imprese, colpire le istituzioni e alimentare traffici illegali su scala globale” dichiara Antoci. “Per
questo era fondamentale costruire una cooperazione internazionale più forte ed efficace contro le nuove forme di criminalità informatica.”
La Convenzione ONU introduce un quadro comune per contrastare reati come accessi illeciti ai sistemi informatici, frodi online, sfruttamento dei minori e altre attività criminali realizzate
attraverso le tecnologie digitali, rafforzando gli strumenti di cooperazione tra gli Stati nelle indagini transnazionali.
“Si tratta di un passo importante perché il cybercrime non conosce confini e nessun Paese può affrontarlo da solo” prosegue Antoci. “Con questo accordo si rafforzano la collaborazione giudiziaria e lo scambio di prove elettroniche anche con Paesi con cui oggi
non esistono strumenti adeguati di cooperazione.”
“La lotta al crimine organizzato passa sempre più dalla capacità di contrastare le mafie digitali e le reti criminali internazionali. L’Europa oggi manda un segnale chiaro: sicurezza, legalità e cooperazione internazionale devono andare avanti insieme” conclude Antoci.

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