Prima/Vera Contemporanea 2026, Sala Perriera, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo: venerdì 29 maggio la prima assoluta del concerto/performance “Ricordo del giardino grande” Posta in arrivo

Prosegue il cartellone di Curva Minore all’interno della rassegna Prima/Vera Contemporanea 2026 (Sala Perriera, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo) con un nuovo appuntamento in programma venerdì 29 maggio alle ore 21: protagonista della serata sarà “Ricordo del giardino grande”, concerto/performance in prima esecuzione assoluta che intreccia musica, immagini e parola in una nuova produzione originale firmata da Eva Geraci (flauti), Sebastiano Triscari (immagini) e Tommasina Bianca Squadrito (testi e voce). Un lavoro nato dall’incontro tra i tre artisti e da un attraversamento condiviso del quartiere Borgo Nuovo, trasformato in esperienza poetica, spazio emotivo e luogo di interrogazione sul rapporto tra memoria, paesaggio urbano e possibilità di cura.
“Ricordo del giardino grande” prende forma come una riflessione stratificata sul senso dell’abitare e sul rapporto tra corpo e territorio. Camminando tra le strade del quartiere, gli artisti hanno raccolto percezioni, frammenti, immagini e stati d’animo che diventano il nucleo vivo della performance. Il disagio urbano, l’abbandono, la durezza del paesaggio e il senso di estraneità convivono così con la ricerca di uno spazio altro, intimo e possibile, un “giardino” evocato come luogo segreto della memoria e della sensibilità. I flauti di Eva Geraci costruiscono traiettorie sonore sospese e mutevoli, le immagini di Sebastiano Triscari trasformano dettagli e margini del quartiere in visioni poetiche, mentre le parole di Tommasina Bianca Squadrito emergono in forma frammentata, decostruita, attraversando voce e silenzio come tracce di un pensiero inquieto e profondamente umano.
«Allontanando il racconto sistematico del disagio – spiegano gli artisti – il lavoro prova a lasciare emergere ciò che ancora resiste sotto la superficie: un resto di percezione, un luogo fragile ma possibile dove memoria, ascolto e immaginazione possano ancora generare una forma di vicinanza e di cura». La performance si svilupperà come un ambiente condiviso e immersivo, dove anche il pubblico sarà chiamato a muoversi nello spazio scenico insieme agli artisti, attraversando immagini, suoni e parole in una dimensione percettiva fluida e non convenzionale.

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