Quando il suono della vita si sente meno - Convegno di audiologia a Palermo

di Fabrizio G. Verruso

Si è svolto nella Sala “Pio La Torre” dell’Assemblea Regionale Siciliana il convegno di audiologia dal titolo “Il suono della vita. Capire, prevenire, curare”.
L’impatto della sordità rappresenta oggi una delle principali emergenze globali di sanità pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 430 milioni di persone convivono con una perdita uditiva disabilitante, numero destinato a raggiungere i 700 milioni entro il 2050, pari a circa una persona su dieci della popolazione mondiale.
Oltre a compromettere l’ascolto, la perdita uditiva aumenta il rischio di isolamento sociale, declino cognitivo e demenza, con un impatto economico globale stimato in circa un trilione di dollari l’anno.
La comunità scientifica promuove oggi un approccio terapeutico olistico e multidisciplinare, che integri tecnologie avanzate, riabilitazione, supporto psicologico, prevenzione e screening precoce lungo tutto l’arco della vita.
Ne hanno discusso il dottor Giacomo Zichichi, dirigente medico del Presidio sanitario Ars, il professor Francesco Martines, decano di Audiologia dell’Università degli Studi di Palermo, il dottor Sergio Caruso, area manager Sicilia occidentale di Amplifon, e il medico epidemiologo, dottor Salvatore Zichichi.
Il dottor Giacomo Zichichi ha aperto i lavori illustrando alcuni aspetti della propria esperienza clinica come agopuntore, soffermandosi in particolare sull’auricoloterapia, tecnica di medicina complementare che prevede la stimolazione di specifiche aree del padiglione auricolare per il trattamento di disturbi come, ad esempio, le dipendenze.
Il dottore Salvatore Zichichi ha invece approfondito le principali cause di esposizione al rischio di sordità negli ambienti di lavoro, soprattutto nel settore manifatturiero e in altri contesti ad alta rumorosità, evidenziando le ricadute sul sistema neurocognitivo e i conseguenti disagi psicosociali. La diagnosi precoce, è stato sottolineato, consente di prevenire in circa il 60% dei casi l’insorgenza di sintomi invalidanti.
Il professor Martines ha quindi dedicato il proprio intervento alla sordità infantile e all’ipoacusia dell’anziano, soffermandosi anche sul ruolo dell’assistenza ospedaliera ai pazienti. In particolare, ha evidenziato come la sordità infantile, se non trattata precocemente, possa determinare isolamento e difficoltà relazionali già in età scolastica. Una diagnosi precoce invece, entro i primi sei mesi di vita, accompagnata da un adeguato percorso riabilitativo protesico e linguistico, consente un corretto sviluppo del bambino. Da qui l’importanza dello screening neonatale per individuare tempestivamente eventuali patologie uditive.
È stata inoltre ribadita, anche alla luce dei dati riportati nella letteratura scientifica dell’Oms, la correlazione tra deficit uditivo e declino cognitivo, sottolineando i benefici di un intervento tempestivo in termini di prevenzione nei soggetti adulti.
Amplifon ha infine presentato una stima relativa all’ipoacusia in Italia, che interessa circa il 12% della popolazione over 18. Permane tuttavia una forte resistenza a sottoporsi a controlli audiometrici: in Europa, infatti, l’Italia si colloca al penultimo posto per diffusione dei test uditivi. Numerose le campagne di prevenzione promosse dall’azienda, che nel 2024 ha effettuato 428 mila screening uditivi e applicato circa 250 mila protesi. Restano però significativi i ritardi nell’accesso agli ausili acustici: mediamente si attendono nove anni prima di ricorrere a una protesi. Un dato che, alla luce delle crescenti correlazioni tra ipoacusia e declino neurocognitivo, rende sempre più urgente il ricorso alla prevenzione e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie nel settore uditivo.

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