“L’iniziativa rappresenta un modello innovativo di integrazione tra servizi sanitari territoriali e infrastrutture portuali”, spiega Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. “Con questa convenzione introduciamo nel porto di Palermo un presidio che rafforza il concetto di accoglienza e aggiunge un tassello concreto alla costruzione di un’infrastruttura sempre più vicina alle persone e ai bisogni di chi ogni giorno attraversa il nostro porto. In una fase di crescita dei flussi turistici e crocieristici, investire anche nei servizi di prossimità significa aumentare competitività, sicurezza percepita e qualità dell’esperienza di chi arriva nella nostra città. Il progetto mette insieme istituzioni diverse attorno a un obiettivo comune: fare del porto una porta di accesso efficiente e un luogo capace di generare benessere e valore per il territorio”.
Il servizio garantirà attività di informazione sanitaria e sociosanitaria, orientamento ai servizi territoriali, supporto ai turisti e ai crocieristi in condizioni di fragilità o bisogno, facilitazione dell’accesso alle strutture sanitarie e raccordo con il sistema dell’emergenza-urgenza e con la rete assistenziale territoriale. “Con questa convenzione – sottolinea il direttore generale dell’ASP di Palermo, Alberto Firenze – portiamo la sanità pubblica in uno dei luoghi simbolo dell’accoglienza e della mobilità internazionale della nostra città. Il porto non è soltanto una strada d’ingresso per milioni di visitatori, ma anche un luogo di lavoro e di relazioni che coinvolge quotidianamente migliaia di persone. Vogliamo offrire un punto di riferimento capace di orientare, assistere e accompagnare cittadini, lavoratori e viaggiatori verso i servizi più appropriati. È un progetto innovativo che unisce salute, turismo, sicurezza e inclusione e che conferma la volontà dell’ASP di essere sempre più presente nei luoghi in cui emergono nuovi bisogni di assistenza”. In una fase successiva, il servizio potrà evolvere in un vero e proprio presidio di sanità di prossimità, con attività di primo intervento sanitario, supporto infermieristico, collegamento con le Centrali Operative Territoriali (COT) e presa in carico degli utenti fragili o con necessità sanitarie non differibili.



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