Il 7 giugno 2026, presso Villa Niscemi, con una manifestazione dedicata alla figura del Maestro e al suo rapporto con Palermo, la Targa Florio e la memoria sportiva cittadina. Alle ore 10.30 è previsto l’ingresso nel viale della Palazzina Cinese di circa 45 auto storiche appartenenti ai circoli Vernagallo, La Sicilia dei Florio e Club Grifone. Si tratta di vetture di particolare pregio storico e collezionistico, chiamate a restituire al pubblico il fascino di una stagione decisiva dell’automobilismo siciliano e palermitano.Una sola autovettura, la Jaguar di Antonio Mannino (Presidentedel Circolo Vergnallo) accompagnerà il Maestro Pippo Madè, la consorte Sig.ra Savoia e Padre Paolo Fiasconaro, Francescano considerato “Cappellano delle velare storiche”, all’interno di Villa Niscemi, dove, nella Sala delle Carrozze, si svolgerà l’incontro istituzionale e culturale dedicato alla presentazione dell’opera realizzata dall’artista sul tema delle quattro edizioni della Coppa Principe di Napoli – Targa Florio, Circuito di Palermo, disputate tra il 1937 e il 1940 nel Parco della Favorita, proprio nell’area storicamente collegata a Villa Niscemi.
Nel corso dell’incontro interverrà il dott. Salvatore Requirez, che relazionerà sul dipinto di Madè, ricostruendone il valore storico, artistico e documentario. Seguirà la relazione del dott. Enzo Ganci, Presidente del Comitato di Palermo dell’International Police Association. L’incontro sarà moderato da Rosario Lo Cicero Madè, Presidente dell’Associazione Culturale Festina Lente.
La manifestazione sarà arricchita dall’esibizione della Corale Polifonica San Sebastiano della Polizia Municipale di Palermo, la cui partecipazione conferirà all’iniziativa un ulteriore valore istituzionale e simbolico, nel segno della memoria cittadina, della partecipazione civica e del legame tra le istituzioni e la comunità. È previsto, inoltre, l’intervento conclusivo del Sindaco di Palermo, prof. Roberto Lagalla, che al termine dell’incontro sarà invitato a visionare le auto storiche presenti lungo il percorso.
L’intero programma dedicato ai novant’anni di Pippo Madè nasce dunque come un omaggio non solo all’artista, ma anche alla città che la sua pittura ha saputo raccontare. Palermo, nelle opere di Madè, non è mai fondale decorativo: è sostanza emotiva, archivio di volti, gesti, mestieri, devozioni, memorie familiari, miti sportivi e figure popolari. È una città vissuta e trasfigurata, restituita attraverso un linguaggio figurativo riconoscibile, capace di tenere insieme tradizione e modernità, cronaca e simbolo, documento e invenzione.
Celebrare Madè nel 2026 significa dunque riconoscere il valore di un artista che ha attraversato decenni di storia siciliana senza smarrire il rapporto con le proprie radici. Significa guardare alla pittura come a una forma di memoria attiva, capace di conservare ciò che il tempo tende a disperdere. E significa, soprattutto, rendere omaggio a un Maestro che ha trasformato Palermo in racconto pittorico, identità visiva e patrimonio condiviso.

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