Si è svolta all' hotel San Paolo Palace la V°edizione di "Parlate di mafia" in concomitanza con il XXXIV° Anniversario della Strage di Capaci . Alle ore 16,58 sono state ricordate le vittime della Strage di di via D' Amelio, il giudice Borsellino e i poliziotti Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Emanuela Loi e Claudio Traina. Dal 2023 , anno di insediamento della Commissione Parlamentare Antimafia con la sua Presidente Colosimo si è impegnata a accertare le cause e la responsabilità delle Stragi di mafia del 1992' con particolare attenzione a quello che successe nei 57 giorni che sono intercorsi tra i due attentati. I lavori sono stati aperti da Sara Kelany deputato Fdl componente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie. " Ringraziamo Chiara Colosimo per il suo lavoro. Stiamo sereni noi non ci attenderemo mai e noi questa verità agli italiani la restituiremo". È stato proiettano un video dal titolo " Uel Covo di Vipere". In questo video si altre dal dossier " mafia e appalti" che secondo i giudici si Caltanissetta ne determinò la.morte del giudice Borsellino. Una inchiesta segnata da anomalie sono all' Ordine disostruzione dei brogliacci poi trovati nel luglio 2025 dalla Guardia di Finanza. Dopo questa introduzione ha preso la parola Lucio Malan, Capogruppo del Senato della Repubblica:" Il miglior modo di onorare le vittime è ricercare la verità. Il sacrificio di questi uomini e donne morte non è stato vano". Subito dopo il Capogruppo di Fdl alla Camera, Galeazzo Bignami che come ha raccontato ha voluto rendere omaggio anche alle Stele dei Capaci , ha ringraziato tutta l'organizzazione del Convegno e la presenza di tanti giovani. Presente Luca Sbardella Deputato Fdl e Commissario Regionale di Fdl Sicilia che ai giornalisti ha dichiarato: "Non ci siamo appropriati moralemnte di Borsellino. E' indubbio che avesse delle simpatie per la destra ma non vuol dire nulla. Noi abbiamo sempre commemorato il giudice Borsellino. Sono alcuni dell'opposizione che lo hanno o scoperto o cercano di strumentalizzarlo".
Un lungo applauso ha accolto sul palco il Responsabile della Segreteria di Fdl, Arianna Meloni.Quest'ultima ha dichiarato:"Sono una persona emotiva e questa sala piena mi.emoziona. Questa settimana a Palermo sono venuta due volte, lunedì allo svelamento della Fiat Croma, l' auto dove viaggiava il giudice Falcone. Oggi sono tornata qui di domenica che era lo stesso giorno della settimana di 34 anni fa quando il giudice Borsellino e i suoi ragazzi sono morti. La mafia può essere sconfitta e deve essere combattuta. Ho pochi istanti e voglio concentrarmi sul coraggio di due magistrati che hanno scelto di difendere le proprie comunità e non si sono voltati dall' altra parte. Io immagino questi eroi che pois o o questi, persone semplici che fanno scelte coraggiose. Li immagino come una luce che ha illuminato il percorso della generazione che è venuta dopo. La seconda parola è libertà, perché la mafia è paura è soggezione. E in tema di libertà non posso non citare la legge approvata " Liberi di Scegliere" perché un cognome non può essere un destino. poi un'altra parola è la cultura. Vedete la mafia è un modo di pensare. Serve una grande rivoluzione culturale . E l'ultima parola è ovviamente verità . Voglio ringraziare tutta la Commissione antimafia per il lavoro che sta facendo".
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Le conclusioni sono state affidate a Salvo Sallemi Vice Presidente Fdl Senato e componente della Commissione antimafia che ha dichiarato:" Voglio anche io invitare Scarpinato a presentarsi in audizione. Voglio ricordare quella famosa telefonata del giudice Borsellino al procuratore Giammanco avvenuta alle 7 di quella mattina. Eravamo a poche ore da via d'Amelio. Come è possibile che il dottor Borsellino che era un fuoriclasse in quei 57 giorni non venne preso in considerazione dai suoi colleghi. Questa è via d'Amelio. Consentitemi dire una cosa da siciliano e si complimentarmi sul lavoro di Chiara Colosimo.Noi seppelliremo gli altri con una montagna di verità . Grazie perché hai trasformato la Commissione in luogo da parole a una di giustizia"
Poi è intervenuta Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Antimafia :"Grazie alla stampa libera. Grazie ai nuovi pilastri della mia vita , hanno i nomi e i volti dei familiari delle vittime della mafia. Tutto si sono messi insieme a me alla ricerca della verità. Questa non è una storia di oggi, ha radici profonde e hanno il volto di alcuni che sono ancora qui in questa sala. Tutte quelle magliette che accompagneranno questa sera le fiaccole.Questa è una storia in controtendenza nei fatti e nel merito. Io ho difeso la storia di una comunità politica di cui mi onori di appartenere. Siamo qui che abbiamo scavato, ascoltato e studiato, abbiamo decretato e desecreteremo documenti che ancora qualcuno voleva tenere nascosti. In una sentenza della Borsellino Quater scritta dall'attuale Presidente della Corte d'appello di Palermo c'è scritto che via D'Amelio è il più grande depistaggio della storia d'Italia. Abbiamo fatto una scelta precisa, di partire da a li. Noi arriveremo ciò che è successo in quei 57 giorni .Si mi aspettavo le polemiche e le divisioni. Io ho visto il "Nido di vipere" nella Commissione che presiedo . Quando abbiamo iniziato non ci l'avevo cosa facessero alla procura di Caltanissetta . Vedete qualcuno era così preoccupato che ha iniziato a tramare ancora prima che io venissi eletta. Le intercettazioni ( ormai sono libere e ne posso parlare). Il problema era che gli uomini e le donne di Giorgia Meloni andassero a fondo. Ad ascoltare alcuni sarei Mori con la gonna. Anche qui vi svelo un segreto, non ho mai parlato con il generale Mori al telefono perché io credo nella libertà dell'inchiesta che sto portando avanti. Io non anticiperò il lavoro che andremo a fare nella relazione. Ci sono cose che amo del giudice Borsellino, ovvero il rispetto della Istituzioni e quindi non svelerò nulla. Io di Paolo Borsellino amo il rigore morale ma soprattutto la capacità di fare parlare sempre i fatti. Certamente difenderò le.Istituzioni che presiedo e lo farò a qualsiasi costo.Metro insieme alcuni punti. Non credo che a Palermo ci sia bisogno di spiegare chi era Pio La Torre ebbe la relazione di minoranza. E c'è un fatto di cui è stato necessario Vincenzo Scar Antimo non era considerato all' altezza di interloquire con Cosa nostra e qualcuno ci ha creduto anche esimi magistrati e uno di questi era certamente Nino Di Matteo. C'era una cosa che non si sapeva a Palermo e ora acclarata in Sentenza ovvero che la trattativa Stato e Mafia c'era. Permettermi di dire chi ha l'onta della verità . Vi chiedo di fare una cosa con me perché adesso ci mettiamo sulla via e andiamo a piedi da qui a via Cilea. Io sono una privilegiata, ovvero ho avuto l'opportunità di vedere lo studio del dottor Borsellino. Quello che mi ha colpito sono tutti i Faldoni sul tavolo pieno di ritagli di giornale con scritto sopra F. Esiste qualcosa più della misurazione ovvero il legame che esisteva tra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Quella storia che ho il privilegio di conoscere grazie ai familiari del giudice Borsellino, documenti mai entrati nelle aule giudiziarie e.mentte leggo ho iniziato a dubitare anche di me stessa perché di fronte a un servizio così alto ci si può chiedere solo se si è all'altezza di quello che si sta facendo.Finchè non avrò finito di catalogare tutto non svelerò nulla zaino in spalla e fiaccola in mano andiamo avanti". l'Inno nazionale ha chiuso il pomeriggio prima di iniziare per le ore 20 la consueta fiaccolata con partenza in via D'Amelio.



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