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Anniversario uccisione del professore Paolo Giaccone. Il sindaco Lagalla: "Testimonianza limpida di libertà e responsabilità"
Ebbe il coraggio di non falsicare alcuna perizia e non sottostare all'arroganza mafiosa. Con un alto senso del dovere il professore Paolo Giaccone pagò con la vita il suo impegno. Oggi è stato ricordato nei viali del Policlinico che era la sua "casa" da ordinaro di medicina legale. Giaccone per la sua alta professionalità, competenza e onestà per anni fu anche consulente della magistratura. La sua uccisione è stata collegata a un altro fatto di sangue avvenutonel dicembre del 1981 e conosciuta come "strage di Natale" a Bagheria. In quell'occasione morirono quattro persone. Giaccone ebbe l'abilità di riconoscere un impronta riconducibile a Giuseppe Marchese. Da qui iniziarono le prime pressioni per intimorire il Professore che decise con serietà e trasparenza di non piegarsi alla mafia. Dinanzi la stele che ricorda l'agguato avvenuto quarantaquattro anni fa i figli, le autorità civili e militari e il mondo universitario, il Rettore Midiri, la Direttrice Generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, nonche il professore Marcello Ciaccio, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Universirtà degli Studi di Palermo. "Ricordare Paolo Giaccone significa ricordare un uomo che ha fatto fino in fondo il proprio dovere, con rigore professionale, senso dello Stato e integrità morale.La sua uccisione per mano mafiosa colpì non soltanto un medico del Policlinico, ma una persona che aveva scelto di non piegare la propria professionalità a nessuna convenienza e che, proprio attraverso il suo lavoro, contribuiva alla ricerca della verità".Lo dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. "Da medico - aggiunge - che ha conosciuto il Policlinico, so quale professionalità e quale statura morale rappresentasse il professor Giaccone. È un ricordo che rende ancora più evidente il significato della sua vicenda. A distanza di tanti anni, Palermo continua a riconoscere in Paolo Giaccone una testimonianza limpida di libertà e responsabilità. Ricordarlo oggi significa rinnovare l'impegno delle istituzioni affinché nessuna forma di potere criminale possa mai tornare a condizionare il lavoro, la coscienza e la libertà di chi serve la comunità".
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