PALERMO (5 agosto 2026) – “L'impugnativa della Presidenza del Consiglio dei ministri su alcune disposizioni della legge regionale n. 1030 - stralcio A chiama il presidente Schifani a una precisa assunzione di responsabilità. È il momento di far valere nei confronti di Roma le prerogative dello Statuto siciliano e difendere norme di buon senso che rispondono a esigenze concrete dell'amministrazione regionale e dei cittadini”. Lo dichiara Mario Giambona, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico all'Assemblea regionale siciliana. “Tra le norme impugnate – prosegue Giambona – c'è l'articolo 1, comma 2, sul trattamento del personale regionale. Rimane salva la parte che equipara i dipendenti del contratto 2 a quelli del contratto 1, consentendo anche a questi ultimi di accedere all'anticipazione, ma viene contestata la previsione che fissa in dodici mesi il termine per il pagamento. È una norma che il Partito Democratico ha fortemente sostenuto per rendere più attrattivo il lavoro nella pubblica amministrazione regionale e che riteniamo rientri pienamente nelle competenze attribuite alla Sicilia dal suo Statuto speciale. Su questo punto la Regione non può arretrare: deve resistere all'impugnativa e difendere le proprie prerogative”.
“Viene poi impugnato l'articolo 14, che consente l'attivazione dei corsi del CEFPAS dedicati alla salute mentale. La motivazione è il permanere del piano di rientro sanitario. Ma allora è legittimo chiedersi fino a quando la Sicilia dovrà restare ostaggio di questi vincoli, rinunciando a investire nella formazione e nel potenziamento di servizi essenziali come quelli per la salute mentale. Non possiamo continuare a penalizzare i cittadini siciliani”. “L'impugnativa riguarda inoltre l'articolo 15, che introduce una possibilità di cumulo in materia pensionistica per il personale transitato dal gennaio 2001, e l'articolo 20, che sancisce l'incompatibilità tra gli incarichi di direttore generale e direttore sanitario delle ASP e le cariche di sindaco, amministratore o consigliere comunale. Anche in questo caso si tratta di disposizioni improntate alla trasparenza, alla corretta amministrazione e alla separazione tra funzioni amministrative e incarichi politici”.“Chiediamo al presidente Schifani – conclude Giambona – di aprire immediatamente un confronto con il Governo nazionale per salvaguardare le norme che ricadono nelle competenze della Regione Siciliana, a partire dall'articolo 1. Difendere l'autonomia speciale non significa rivendicare privilegi, ma tutelare strumenti utili a rendere più efficiente la macchina amministrativa e migliori i servizi ai cittadini. È questa la battaglia che il Governo regionale deve condurre con determinazione. Resta invece in vigore la norma sul blocco delle assunzioni, così come modificata nell'ultimo stralcio della legge”.

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