Il 16 luglio scorso, infatti, ho preso parte personalmente a Roma alla riunione convocata dal ministro Foti con i sindaci delle 14 Città metropolitane, nel corso della quale sono state illustrate la rimodulazione del programma e le nuove assegnazioni. A questo confronto sono seguite le interlocuzioni tra l’Amministrazione comunale, il Ministero e il Dipartimento per la Coesione, che hanno consentito di individuare, sul piano tecnico, le soluzioni necessarie per Palermo.
Questo lavoro ha permesso di verificare la compatibilità del progetto della Foce dell’Oreto con le risorse messe a disposizione dal nuovo Piano Nazionale per le Politiche Urbane, finanziato dal CIPESS, e di mantenere contestualmente le risorse necessarie alla copertura finanziaria degli altri due progetti di Palermo nell’ambito del PN Metro Plus 2021-2027: il recupero del vecchio approdo di Vergine Maria e il Parco di Villa Turrisi.
Per questo – sottolinea Lagalla – è sbagliato parlare di progetti cancellati o di risorse perse. I tre interventi non sono stati definanziati: sono stati ricondotti nell’ambito di un nuovo quadro finanziario, attraverso una diversa articolazione delle fonti di finanziamento. È una questione tecnica, ma dalle conseguenze molto concrete: le opere restano e potranno essere realizzate».
Il sindaco chiarisce quindi quelli che definisce «due falsi» contenuti nella ricostruzione proposta in questi giorni.
«Primo: è falso che il Comune di Palermo abbia perso quei finanziamenti per una propria responsabilità. La rimodulazione del PN Metro Plus è stata determinata dalla cosiddetta Mid Term Review della politica di coesione europea, attraverso la quale la Commissione europea ha indicato nuove priorità per gli Stati membri, tra cui l’housing sociale. Questa scelta ha comportato una revisione dei programmi di spesa in tutta Italia, non soltanto del PN Metro Plus. Anche la programmazione FESR della Regione Siciliana è stata interessata dalla stessa esigenza di rimodulazione, con oltre 200 milioni di euro destinati alle nuove priorità dell’housing, a fronte della rinuncia ad altri interventi per una quota equivalente».
«Secondo: è falso che Palermo abbia subito il ridimensionamento del programma perché non avrebbe raggiunto il target di spesa. Il Comune quel target lo ha raggiunto. Non c’è, dunque, alcuna relazione tra il raggiungimento degli obiettivi di spesa da parte dell’Amministrazione e la rimodulazione del PN Metro Plus. Le ragioni sono da ricercare esclusivamente nella revisione di medio periodo decisa a livello europeo e nella conseguente riorganizzazione dei programmi di finanziamento».
Il sindaco ricorda inoltre che il nuovo quadro finanziario è stato successivamente formalizzato dal CIPESS.
«Il 4 agosto scorso il CIPESS ha deliberato l’adozione del Piano Nazionale per le Politiche Urbane 2021-2027, con una dotazione complessiva di oltre 576 milioni di euro, e la modifica del Programma operativo complementare di Azione e Coesione “Città Metropolitane” 2014-2020, con una dotazione finale complessiva superiore a 468 milioni di euro. Sono decisioni pubbliche, assunte e comunicate nelle sedi istituzionali, che confermano il nuovo quadro nel quale sono inseriti gli interventi delle Città metropolitane».
«C’è, dunque, chi continua a parlare di definanziamenti – conclude Lagalla – e chi, invece, lavora per il futuro della città. I progetti indicati come “tagliati” non sono stati cancellati. Per Palermo il lavoro istituzionale ha consentito di salvaguardare gli interventi e di individuare le necessarie coperture finanziarie. Questa è la realtà dei fatti. La città non ha bisogno di allarmismi o di polemiche costruite su informazioni parziali: ha bisogno di un’Amministrazione che lavori, insieme al Governo nazionale, per trasformare le risorse disponibili in opere concrete. Ed è quello che stiamo facendo».

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