Nell’ultima Conferenza dei Capigruppo, nonostante da settimane fosse noto il periodo di pausa dei lavori, era stata avanzata una proposta di convocazione per il 20 e 21 agosto. Una proposta legittima, che però deve fare i conti con il lavoro propedeutico delle Commissioni, che non hanno ancora completato l’istruttoria degli atti, anche in considerazione del periodo e delle relative scadenze. Nei successivi confronti informali è inoltre emerso che una parte significativa dei consiglieri non avrebbe potuto essere presente in quelle giornate, anche alla luce di una pausa estiva programmata e nota già dal mese di giugno. Di fronte a questo quadro, il tema non può essere convocare l’Aula a prescindere, solo per rivendicare politicamente di averlo fatto, ben sapendo che, alla luce dei numeri esigui e delle presenze previste, non ci sarebbero le condizioni per affrontare realmente le delibere all’ordine del giorno, trasformando così la seduta in un’ulteriore occasione di attacco strumentale alla maggioranza. Il tema è garantire sedute effettivamente utili e produttive, in grado di consentire l’esame e l’approvazione degli atti; diversamente, si rischierebbe di trasformarle in meri “gettonifici”, con costi a carico della collettività e senza alcuna concreta ricaduta sull’attività amministrativa. Questa maggioranza ha già dimostrato in maniera concreta che quando ci sono emergenze, urgenze o provvedimenti di particolare rilevanza per la città, non si tira indietro. Lo abbiamo fatto più volte, affrontando anche autentici tour de force istituzionali, con sedute consecutive e giornate di lavoro particolarmente intense. Non accettiamo, pertanto, lezioni da chi, ancora una volta, tenta di agitare davanti ai cittadini lo spettro di presunti rischi e ritardi che, allo stato dei fatti, non esistono, trasformando una legittima discussione sul calendario dei lavori in un attacco politico-istituzionale alla Presidenza del Consiglio e a tutta la maggioranza, che ha già dimostrato e continuerà a dimostrare di sapersi assumere la responsabilità di scelte importanti e coraggiose nell’interesse della città. Se davvero si vuole parlare di efficienza e produttività dell’Aula, sarebbe opportuno ricordare anche ciò che è accaduto negli ultimi mesi. Per intere giornate, infatti, i lavori del Consiglio sono stati rallentati o non hanno prodotto alcun concreto avanzamento per l’utilizzo dello spazio delle comunicazioni come un vero e proprio sfogatoio politico. Intere sedute vengono trasformate in lunghe sequenze di interventi dell’opposizione finalizzati principalmente ad attaccare la maggioranza e l’Amministrazione, sottraendo ore preziose alla discussione e all’esame degli atti. È un atteggiamento che, soprattutto in questa fase politica, appare sempre più condizionato dall’avvicinarsi della campagna elettorale e che rischia di trasformare il Consiglio comunale da luogo nel quale si discutono e si approvano provvedimenti nell’interesse della città in una permanente tribuna di propaganda. La maggioranza continuerà a fare la propria parte, garantendo che l’Aula possa lavorare con serietà e concretezza. Ma una cosa deve essere chiara: non accetteremo più lezioni da chi confonde il diritto all’opposizione con la trasformazione di ogni scelta organizzativa in uno scontro politico-istituzionale. Palermo ha bisogno di un Consiglio comunale che lavori, discuta e assuma decisioni, non di una campagna elettorale permanente.". Lo dichiarano i capigruppo di maggioranza al consiglio comunale di Palermo: Domenico Bonanno, Giuseppe Milazzo, Leopoldo Piampiano, Dario Chinnici, Salvo Imperiale, Sabrina Figuccia e Natale Puma
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Consiglio comunale, la maggioranza replica alle opposizioni: “Nessuna lezione. Il Consiglio ha sempre lavorato quando c’erano emergenze e atti importanti”
"Appare quantomai singolare, se non addirittura istituzionalmente scorretta, la presa di posizione delle forze di opposizione nei confronti del Consiglio comunale e, in particolare, del presidente Giulio Tantillo. In questi anni, la Presidenza e la maggioranza hanno sempre garantito disponibilità alle richieste provenienti dai banchi dell’opposizione, anche quando palesemente pretestuose, assicurando spazi di confronto e di discussione. È singolare, dunque, che oggi si tenti di trasformare una discussione sul calendario dei lavori in un attacco diretto al presidente del Consiglio comunale che, per la natura e il ruolo, non può che essere letto anche come un attacco all’intera istituzione consiliare e quindi anche all’Ufficio di Presidenza, del quale è componente anche un’autorevole esponente dell’opposizione.
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