Il primo ciclo si è concluso nello scorso mese di giugno e ha visto impegnati quarantadue giovani tra i 18 e i 28 anni, che per dodici mesi hanno presidiato siti archeologici, monumentali e museali gestiti dal Parco affiancando alle attività di fruizione la valorizzazione del patrimonio culturale.
«L’idea di coinvolgere i giovani del Servizio civile nei siti culturali siciliani – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato - è un progetto pilota del Parco archeologico di Catania che, dopo averlo sperimentato con successo nell’estate 2025, oggi dà il via al secondo ciclo aumentando il numero di volontari e i siti coinvolti, includendo quelli più periferici di Adrano e Mineo. Un esperimento positivo, aperto alla comunità giovanile e quindi alle migliori risorse del territorio, che di fatto avvicina le nuove generazioni alla conoscenza e alla cura del grande patrimonio culturale della nostra regione».
Distribuiti nei vari siti, i giovani presidieranno l’itinerario archeologico del Parco di Catania che include il complesso monumentale del Teatro antico di via Vittorio Emanuele, con l’Odeon e Casa Liberti e si completa con le Terme della Rotonda, dell’Indirizzo e il Portico dell’Atleta; sempre a Catania saranno presenti nella chiesa gesuita di San Francesco Borgia in via Crociferi e, dalla prossima primavera, quando è prevista la riapertura del sito al termine di alcuni interventi, nella Casa museo di Giovanni Verga. Ad Adrano, i volontari saranno impegnati al museo regionale “Saro Franco”, a Mineo nel sito archeologico di Palikè, mentre ad Aci Catena opereranno nell’area archeologica delle Terme di Santa Venera al Pozzo.
Nei giorni scorsi, i 54 giovani hanno firmato la presa in servizio nella sede direzionale del Parco archeologico di Catania, l’ex Manifattura Tabacchi di piazza San Cristoforo. Ad accoglierli, insieme al direttore del Parco e della Valle dell’Aci, Giuseppe D’Urso, e ai funzionari, era presente anche Alberto Cardillo, capo di gabinetto dell’assessore Scarpinato.
«Con l’ingresso in servizio di questi 54 giovani – sottolinea Giuseppe D’Urso – il Parco di Catania consolida un’esperienza che consideriamo particolarmente importante. Il patrimonio culturale non è soltanto qualcosa da conservare e da valorizzare, ma è anche un formidabile strumento di formazione. Dare ai nostri giovani la possibilità di vivere dall’interno i nostri siti significa offrire loro un’esperienza concreta e, nello stesso tempo, consentire al Parco di beneficiare di nuove energie, competenze e punti di vista».
Anche il nuovo gruppo, che in questi giorni partecipa a corsi di formazione a cura dei funzionari del Parco, presenta profili e percorsi formativi diversi: studenti universitari e accademici, laureati e post-laureati impegnati in percorsi di specializzazione. Una pluralità di competenze che porta all’interno dei luoghi della cultura esperienze e conoscenze differenti e dunque arricchenti.
Il Servizio civile prevede 25 ore settimanali, articolate su cinque ore al giorno e con un assegno mensile di circa 500 euro.


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