Salina Jazz Festival, dieci anni di musica e memoria: nel nome di Clara Rametta il jazz guarda al futuro. Sul palco giovani talenti nella bellezza dell’isola che incontra la cultura e la musica.

Una tre giorni di musica tra grandi interpreti, nuove generazioni e concerti all’alba per dare continuità a una storia culturale che continua a guardare avanti. Dal 18 al 20 settembre 2026 – Palazzo Marchetti – Malfa (Salina)
Salina 14 settembre - Dieci anni di musica, cultura, passione e incontri. Dieci anni nel segno di Clara Rametta. E oggi, più che mai, lo sguardo rivolto al futuro. È questo il significato della decima edizione del Salina Jazz Festival, in programma dal 18 al 20 settembre 2026 a Malfa, sull’isola di Salina. Un’edizione speciale, dedicata alla memoria della sua fondatrice, alla sua visione e al lungo percorso culturale che ha contribuito a costruire a Malfa, ma anche fortemente proiettata verso le nuove generazioni.
Perché ricordare Clara significa soprattutto continuare a credere nella cultura come opportunità, nella musica come linguaggio universale e nei giovani come protagonisti del futuro.
Quest’anno, il Festival sceglie di dare particolare spazio a una numerosa presenza di giovani musicisti che, sera dopo sera, saliranno sul palco di Palazzo Marchetti, confrontandosi con un contesto di grande prestigio e con un pubblico che da sempre segue con attenzione la manifestazione. È una scelta artistica, ma anche una precisa dichiarazione d’intenti: offrire ai giovani talenti un’occasione concreta per esprimersi, crescere e farsi conoscere, mettendo a loro disposizione un palcoscenico importante e inserendoli in un programma capace di accostare esperienze, linguaggi e generazioni diverse. Il Salina Jazz Festival diventa così un ponte tra ciò che è stato e ciò che ancora deve essere.
Nel nome di Clara, il testimone passa al futuro
Clara Rametta ha dedicato una parte importante della sua vita alla cultura e alla valorizzazione di Malfa. Fondatrice dell’Associazione Didime 90 e del Salina Jazz Festival, ha contribuito a fare dell’isola un luogo capace di accogliere artisti, musicisti, idee e iniziative, costruendo nel tempo un patrimonio culturale che oggi continua a vivere. A raccogliere simbolicamente quel testimone è oggi suo figlio, Luca Caruso, componente del direttivo del Festival.
Un passaggio che assume, proprio in occasione della decima edizione, un valore particolarmente significativo: la memoria non come punto di arrivo, ma come radice dalla quale far crescere nuovi percorsi.
«Questa decima edizione – dichiara Riccardo Insolia, presidente dell’Associazione Didime 90 – rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Il Festival nasce dalla grande intuizione e dalla passione di Clara Rametta e oggi sentiamo il dovere di custodire quella visione guardando avanti. La presenza di tanti giovani musicisti è per noi una scelta fondamentale: vogliamo offrire loro un palco importante, un’opportunità vera, uno spazio nel quale possano esprimere il proprio talento e confrontarsi con il pubblico. La cultura ha senso quando riesce a generare futuro e quando sa dare fiducia alle nuove generazioni. È questo che vogliamo fare con il Salina Jazz Festival».
E proprio nel rapporto tra memoria e futuro si inserisce il ruolo di Luca Caruso. «Essere parte del direttivo del Festival e vedere oggi questa decima edizione prendere forma – racconta Luca Caruso – significa per me raccogliere simbolicamente il testimone di mia madre. Clara ha lasciato una traccia profonda nella vita culturale di Malfa e il modo migliore per onorarne la memoria è dare continuità a ciò in cui ha creduto. Il Festival deve continuare a crescere, a rinnovarsi e soprattutto a dare spazio ai giovani. Vedere tanti ragazzi salire sul palco di Palazzo Marchetti, avere la possibilità di esprimersi e di confrontarsi con artisti e pubblico, è forse il segnale più bello che quella storia continua. Un ricordo che diventa così energia per il futuro».
Tre giorni in cui Salina diventa musica
Dal 18 al 20 settembre, il Salina Jazz Festival proporrà tre giornate di musica con appuntamenti serali a Palazzo Marchetti e due concerti all’alba nei porti dell’isola. Una formula che racconta l’identità più autentica del Festival: portare il jazz dentro la vita dell’isola e farlo dialogare con la sua natura. Il Salina Jazz Festival è nato proprio dalla collaborazione più che ventennale tra Clara Rametta e Giuseppe Urso, che ne firma la direzione artistica.
L’isola di Salina ed in particolare Palazzo Marchetti non è semplicemente la cornice della manifestazione. Sono parte della musica. Il blu del Mediterraneo, il verde dei terrazzamenti, i vigneti, i profumi della macchia mediterranea, il vento, la luce che cambia durante il giorno e il silenzio dell’isola diventano elementi di un racconto nel quale le note sembrano trovare una dimensione naturale. Il jazz, con la sua capacità di improvvisare, di contaminarsi e di sorprendere, incontra così un luogo che possiede la stessa straordinaria capacità di trasformarsi continuamente e da qui anche l’idea di realizzare i concerti durante le albe con loro magnifici colori che andranno a sposare le note dei giovani talenti.
Il Programma della 10° edizione
Venerdì 18 settembre – l’inizio del viaggio
La decima edizione prende il via venerdì 18 settembre a Palazzo Marchetti.
Alle 20.00 il Festival propone un trio di grandi artisti: Giuseppe Urso alla batteria, Antonio Alaimo al contrabasso e Mortillaro al piano “Music for Piano Trio”. Un incontro musicale nel segno della ricerca, dell’interplay e della libertà espressiva.
Alle 21.30 Big Papa & The Kids. Un progetto che porterà sul palco energia e contaminazioni, inaugurando ufficialmente la tre giorni del Festival con Fabio Lannino al basso e contrabasso assieme ai due giovani musicisti Tommaso Lannino al piano e Foresta Francesco Jr alla batteria. Sarà l’inizio di un viaggio musicale che accompagnerà il pubblico attraverso linguaggi e generazioni differenti.
Sabato 19 settembre – la musica incontra l’alba
Il secondo giorno comincerà alle 6.30 al Porto di Santa Marina con Musica all’alba – Un appuntamento ormai particolarmente suggestivo nella filosofia del Festival: ascoltare la musica mentre l’isola si risveglia. Il cielo che lentamente si illumina, il mare, le prime voci del mattino e le note diventano un'unica esperienza. La musica tornerà poi a Palazzo Marchetti.
Alle 20.00 Chiara Minaldi e Giorgia Meli in Duo. Due vocalist che ripercorreranno gli standard jazz in un viaggio magico in musica.
Alle 21.30 La Salamanca – “Latin Project” Una serata nel segno della contaminazione, con le atmosfere del jazz che incontrano ritmi e colori della musica latina. Un progetto artistico che vede giovani artisti dalle doti eccellenti.
Domenica 20 settembre – l’alba e il gran finale
L’ultima giornata si aprirà alle 6.30 al Porto di Malfa con Musica all’alba – Tommaso Lannino al pianoforte. Il pianoforte accompagnerà il risveglio dell’isola, in uno dei momenti più intimi e spettacolari del Festival. In serata, il pubblico tornerà a Palazzo Marchetti.
Alle 20.30 Simone Rumolo / Vincenzo Capuano Duo. Altro gruppo di giovani talenti alla batteria e al sax.
Alle 21.30, a chiudere la decima edizione Kolne Trio / Naya con la presentazione in anteprima del brano “Obession”. Un finale che, ancora una volta, mette al centro la ricerca e la capacità di guardare verso nuovi orizzonti musicali.
Palazzo Marchetti, un palco per il futuro
Il cuore delle serate sarà ancora una volta Palazzo Marchetti, storico luogo della cultura e delle attività concertistiche di Malfa. Ed è proprio qui che quest’anno si manifesta con maggiore forza la vocazione del Festival verso le nuove generazioni. Tanti giovani musicisti calcheranno il palco nelle tre serate, portando con sé entusiasmo, ricerca, linguaggi contemporanei e nuove idee. Per loro non sarà soltanto un concerto. Sarà un'occasione. Un palco importante può rappresentare il primo passo di un percorso, il momento in cui un talento ancora da scoprire trova finalmente un pubblico disposto ad ascoltarlo. Il Salina Jazz Festival vuole essere anche questo: un luogo dove le eccellenze del futuro possano avere oggi lo spazio per cominciare a raccontarsi.
La bellezza di Salina come parte dello spettacolo
C’è poi la natura. Quella natura che rende Salina uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo e che, durante il Festival, entra quasi naturalmente nel racconto musicale. I colori dell’isola cambiano insieme alle ore del giorno: il blu intenso del mare, il verde della vegetazione, le vigne, i terrazzamenti, la luce calda del tramonto. Ed ancora i profumi: quelli della terra, della vegetazione mediterranea, dei giardini e del mare. È un paesaggio vivo, nel quale anche il silenzio sembra avere una propria musicalità. Per questo i concerti all’alba rappresentano uno dei momenti più identitari del Festival. Alle 6.30, quando il giorno comincia appena a prendere forma, la musica incontra un'isola ancora immersa nella quiete.
Il jazz diventa così parte del paesaggio e il paesaggio diventa parte del jazz. Dieci anni di storia, con lo sguardo rivolto a domani. La decima edizione del Salina Jazz Festival è dunque molto più di una ricorrenza. È memoria, continuità e futuro. È il ricordo di Clara Rametta e della sua straordinaria capacità di immaginare la cultura come un motore per il territorio. È il passaggio simbolico del testimone alla generazione che oggi prosegue quel cammino. È la scelta di investire sui giovani e di offrire loro un'opportunità concreta. È la volontà di continuare a portare a Malfa la musica e gli artisti, creando occasioni di incontro tra esperienze consolidate e nuovi talenti. Ed è, infine, il desiderio di continuare a raccontare Salina attraverso una delle forme d’arte più libere e contemporanee: il jazz.
Dal 18 al 20 settembre, Malfa torna quindi a vivere di musica.
Nel nome di Clara. Nel cuore di Salina. E con gli occhi rivolti alle nuove generazioni. Perché la memoria custodisce le radici, ma sono i giovani a far crescere i rami verso il futuro.
SALINA JAZZ FESTIVAL 2026 – X EDIZIONE
18 – 20 settembre | Malfa – Isola di Salina
Associazione: Didime 90 Presidente Riccardo Insolia, Direttivo Luca Caruso.
Direzione artistica: Giuseppe Urso

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