Emergenza scuole a Palermo, Miceli (Progetto Civico Italia): «Lagalla e Tamajo in ritardo, offro loro un piano in 6 punti. Avviato un canale per ascoltare le istanze di famiglie e docenti»

«Dopo giorni di disagi, 1.192 bambini tornano a scuola lontani dalle loro classi. Il sindaco Roberto Lagalla celebra il proprio assessore Aristide Tamajo invece di assumersi la responsabilità di risposte tardive e improvvisate. La salute viene prima di tutto ma la chiusura dei plessi per la contaminazione idrica, nota già dal 7 ottobre, dimostra che l'amministrazione si accorge dei problemi solo quando diventano emergenze. Il sindaco chieda scusa alle famiglie per l'incertezza e le spese impreviste causate da controlli fatti a scuola già iniziata, anziché auto-celebrarsi». Lo dichiara Carmelo Miceli, consigliere comunale di Palermo e coordinatore regionale di Progetto Civico Italia, sul caso dell'Istituto comprensivo Marone-Tomaselli. Intanto Miceli ha aperto un canale per ascoltare istanze e disagi di famiglie e docenti delle scuole coinvolte (basta collegarsi a questo link https://forms.gle/N7GmEHCFPikHcxCS7).
«Al sindaco - continua Miceli - chiediamo di passare dall'autocompiacimento ai fatti, adottando immediatamente un piano straordinario in sei punti:
1. Cronoprogramma pubblico della riapertura: calendario certo degli interventi idrici e delle analisi con l'Asp, per azzerare l'incertezza dei genitori.
2. Scuola temporanea inclusiva: organizzazione dei plessi alternativi che preservi i gruppi classe, la continuità didattica e adeguate tutele per gli alunni con disabilità.
3. Tavolo permanente con le famiglie: attivazione immediata di un tavolo di confronto regolare tra Comune, Asp, scuola e rappresentanti dei genitori.
4. Sostegno economico ai nuclei familiari: misure comunali e un confronto con la Regione per rimborsare le spese straordinarie (babysitter e servizi privati) affrontate dai genitori.
5. Piano manutentivo di prevenzione: controlli periodici preventivi sulle reti idriche scolastiche per impedire il ripetersi di simili contaminazioni.
6. Verifica pubblica in consiglio comunale: una relazione del sindaco in Aula per chiarire i ritardi e le responsabilità amministrative della gestione».

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