Emma Frankland riscrive i Nirvana in una prospettiva queer. A Palermo l'unica data italiana di No Apologies

Il 1° novembre, per il Festival Prima Onda, la performer britannica presenta una radicale rilettura del leggendario MTV Unplugged del 1993. Tra musica grunge dal vivo, autobiografia e teatro, lo spettacolo interroga le aspettative sociali sull'identità e il prezzo imposto a chi rifiuta di conformarsi. Palermo, Nel 1993 i Nirvana registravano a New York uno dei concerti più celebri della storia del rock, destinato a diventare un riferimento per un'intera generazione. Oltre trent'anni dopo, la performer e autrice teatrale britannica Emma Frankland riparte da quell'immaginario musicale per interrogare il presente, la costruzione dell'identità e la pressione sociale a rendersi riconoscibili, accettabili, conformi. Domenica 1° novembre, alle 21, presso la Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa, Prima Onda Fest presenta, in un'unica data italiana, No Apologies, spettacolo scritto e interpretato da Emma Frankland, con la regia di Harry Clayton-Wright e le musiche originali del compositore punk Keir Cooper.
Dopo i riconoscimenti ottenuti all'Edinburgh Festival 2025, tra cui il Bragi Award per la creatività e l'eccellenza artistica e il Besties Award per la nuova drammaturgia, lo spettacolo arriva a Palermo nell'ambito della settima edizione del festival multidisciplinare organizzato dall'associazione Genìa.
No Apologies prende le mosse dal celebre MTV Unplugged dei Nirvana per costruirne una riscrittura radicale, intrecciando autobiografia, storia alternativa, mitologia e cultura pop. Il grunge diventa il linguaggio attraverso cui Frankland affronta la tensione tra identità personale e rappresentazione pubblica, tra il bisogno di appartenere e il diritto di sottrarsi alle definizioni imposte dagli altri.
Al centro del lavoro c'è una riflessione che riguarda profondamente l'esperienza trans, ma investe anche i meccanismi sociali attraverso cui le persone sono spinte ad adattarsi a immagini considerate accettabili. La possibilità di vivere pienamente la propria identità si confronta con le aspettative altrui, con il giudizio pubblico e con le conseguenze materiali dell'esclusione.
In questo senso, la scelta dei Nirvana è tutt'altro che nostalgica. La band di Kurt Cobain, la sua relazione conflittuale con la celebrità e il rifiuto di alcuni modelli dominanti di mascolinità diventano parte di una riflessione contemporanea sui significati dell'autenticità e sulle contraddizioni della cultura popolare.
La prospettiva queer è parte costitutiva della scrittura e del punto di vista dell'artista. Frankland si confronta con un'eredità culturale che appartiene a una generazione cresciuta negli anni Novanta, rileggendola attraverso la propria esperienza e le trasformazioni sociali intervenute nei decenni successivi.
Lo spettacolo prende forma attraverso il dialogo tra teatro e musica dal vivo, con una band coinvolta nella costruzione di una versione originale del concerto. La dimensione musicale, la memoria autobiografica e la reinvenzione della storia si sovrappongono in una drammaturgia che mette in discussione l'idea stessa di una narrazione definitiva del passato.
Il lavoro assume una particolare rilevanza nel presente, mentre in diversi Paesi i diritti delle persone trans sono oggetto di conflitti politici e restrizioni normative. No Apologies affronta, attraverso una ricerca artistica autonoma, le conseguenze della pressione a conformarsi e la possibilità di rivendicare la propria esistenza senza doverla continuamente spiegare o giustificare.
Emma Frankland è un'autrice e performer britannica pluripremiata, attiva nel teatro e nella televisione. La sua ricerca si sviluppa attraverso linguaggi performativi che intrecciano esperienza autobiografica, immaginazione e riflessione politica.
No Apologies è diretto da Harry Clayton-Wright, con musiche originali e colonna sonora di Keir Cooper, ed è prodotto da Marlborough Theatre Productions Ltd, realtà britannica impegnata nello sviluppo e nella produzione di performance contemporanee con una particolare attenzione alle pratiche artistiche queer e intersezionali.
L'appuntamento rientra nella settima edizione di Prima Onda Fest, festival che prosegue fino al 17 novembre con spettacoli, performance, incontri e laboratori dedicati alla scena contemporanea internazionale.Programma, biglietti, e informazioni: www.primaondafest.com

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