Francesco Cusa premiato al Montefiore con “2056”: dalla Sicilia un romanzo sul futuro della coscienza

Il romanzo “2056” di Francesco Cusa ha ottenuto il Premio speciale Logos Cultura nell’ambito della XVI edizione del Premio Letterario Internazionale Montefiore. La cerimonia di consegna si terrà sabato 17 ottobre 2026, alle ore 15.00, al Teatro Malatesta di Montefiore Conca, in provincia di Rimini. Il concorso è promosso dall’Associazione Culturale Pegasus Cattolica, presieduta dallo scrittore e critico letterario Roberto Sarra.
A ritirare il premio per conto dell’autore sarà Claudia Scavone, illustratrice e curatrice, vicepresidente dell’Associazione Culturale Festina lente e direttrice della collana “Il Cusaverso” di Aurea Nox. Scavone ha illustrato “Rime sboccate. Sonetti licenziosi” di Cusa e ha presentato “2056” a Monreale il 12 settembre 2025, alla Biblioteca comunale Santa Maria La Nova, conosciuta come Santa Caterina. È inoltre ideatrice e curatrice della rassegna “Chiasso d’Arte”, che nel luglio scorso ha ospitato una serata dedicata al lavoro letterario e musicale del maestro.Il riconoscimento al Montefiore arriva in un anno significativo per lo scrittore e batterista catanese. Proprio durante “Chiasso d’Arte”, il 24 luglio 2026, Cusa ha ricevuto il diploma honoris causa dell’Accademia Siculo-Normanna, conferito per la sua attività artistica. Nella stessa occasione gli sono stati dedicati un riconoscimento della Città di Monreale e un ritratto realizzato dal maestro Pippo Madè.

La letteratura occupa da anni uno spazio consistente nel percorso di Cusa. Alle raccolte di racconti “Novelle crudeli” e “Racconti molesti”, pubblicate da Eris Edizioni, si affiancano il romanzo “Vic”, volumi di poesia, aforismi e il saggio “L’orlo sbavato della perfezione”. L’ironia, il gusto per il paradosso e l’osservazione dei comportamenti umani attraversano una produzione che affronta le contraddizioni contemporanee attraverso forme diverse.

Con “2056”, pubblicato da Ensemble nel 2025 e riproposto da Aurea Nox nel 2026, nella collana “Veritas sub umbra”, Cusa esplora la distopia tecnologica e le implicazioni del transumanesimo. Nel futuro del romanzo, un chip sottocutaneo consente agli esseri umani di condividere percezioni, ricordi e coscienza attraverso il Big Network. L’umanità si prepara a un passaggio collettivo che promette di superare i limiti del corpo, modificando radicalmente il significato dell’esperienza individuale.

Samuel Vitruvio, il protagonista, rimane escluso dalla trasformazione. Un ritardo lo costringe a proseguire la propria esistenza in una realtà divenuta estranea, mentre il resto della specie sembra avere imboccato una strada irreversibile. La sua vicenda prende avvio dalla sproporzione fra un progetto concepito per tutta l’umanità e un incidente personale: una premessa che introduce l’ironia nella riflessione filosofica e apre il racconto all’imprevisto.

Attraverso Samuel, il romanzo considera il rapporto fra memoria e identità, il valore dell’esperienza corporea e la libertà di scegliere il proprio destino. La condivisione integrale della coscienza rende incerto ciò che ciascuno può riconoscere come proprio. Restarne fuori conserva uno spazio individuale, ma comporta anche solitudine e perdita di riferimenti. È una tensione che avvicina il libro al presente, nel quale l’accesso ai sistemi digitali condiziona già una parte delle relazioni e della partecipazione alla vita pubblica.

Il confronto con i lettori ha accompagnato “2056” attraverso diversi appuntamenti siciliani. Il romanzo è stato presentato alla libreria Mondadori di Catania e, nel settembre 2025, a Monreale, dove all’incontro in biblioteca è seguito il concerto del 13 settembre alle Terrazze del Savoia, con Tonino Miano e Riccardo Grosso. Il percorso comprende anche l’appuntamento dell’8 maggio 2026 al Giardino Bizantino di Tindari, nella rassegna “Narrazioni. Letture itineranti dai territori tra i fiori di maggio”.

Nato a Catania nel 1966, Francesco Cusa si trasferisce a Bologna nel 1989 e si laurea al DAMS nel 1994 con una tesi sugli elementi extramusicali nella performance jazzistica. Partecipa alla fondazione del collettivo Bassesfere, maturando un’esperienza di ricerca condivisa che contribuirà allo sviluppo della sua attività di compositore e improvvisatore.

La carriera musicale lo porta a esibirsi in Europa, America, Asia e Africa e a collaborare, fra gli altri, con Steve Lacy, Tim Berne e Kenny Wheeler. Cofondatore di Improvvisatore Involontario insieme a Paolo Sorge e Carlo Natoli, insegna oggi batteria jazz al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania. Fra i suoi progetti figurano The Assassins, QUEST e Naked Musicians; con “Drums & Books” porta sul palco il dialogo fra lettura e batteria.

Il Premio speciale Logos Cultura aggiunge una nuova tappa al percorso di “2056”, una storia che osserva la trasformazione collettiva dalla posizione di chi ne è rimasto escluso. Per Samuel, il futuro comincia quando il programma degli altri si interrompe.

Nessun commento:

Posta un commento