See Cheese 2026: A Ragusa si alza Il sipario sul Primo Congresso Internazionale sui Formaggi Tradizionali

Dall’1 al 3 dicembre il CoRFiLaC (Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia e dell’agroalimentare) ospita la prima edizione di See Cheese – International Congress on Traditional Cheeses: a Ragusa 44 relatori da 16 Paesi per confrontarsi su tradizione, biodiversità, sostenibilità e futuro della filiera
Nel primo giorno di Congresso la riapertura della Cacioteca Regionale Siciliana, inaugurata nel 2012 e oggi restituita alla comunità
Ragusa, 20 ottobre 2026 – Mettere in dialogo ricerca scientifica, tradizione casearia e sostenibilità, valorizzando al tempo stesso le risorse del territorio e le conoscenze che hanno costruito nel tempo la cultura e l’eredità centenaria del formaggio: è questo l’obiettivo di See Cheese – International Congress on Traditional Cheeses, il primo congresso internazionale dedicato ai formaggi tradizionali che si terrà dall’1 al 3 dicembre 2026 presso il CoRFiLaC di Ragusa, il Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia e dell’agroalimentare che dal 1996, in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura della Regione Sicilia, il Comune di Ragusa e la Società cooperativa Progetto Natura, dedica la propria attività alla ricerca applicata al servizio del territorio siciliano.
L’appuntamento riunirà 44 relatori provenienti da 16 Paesi – tra ricercatori, produttori, tecnici ed esperti provenienti dall’Italia, dagli Stati Uniti, dall’Irlanda, dall’Algeria, da Cipro, dal Brasile, dalla Grecia, da Malta, dalla Francia, dalla Turchia, dalla Serbia, dalla Polonia, dal Marocco, dalla Tunisia, dal Burkina Faso e dal Kazakistan – per confrontare, attraverso 15 sessioni tra cui 5 plenarie, esperienze e sistemi produttivi diversi e approfondire il ruolo della ricerca nella conoscenza, tutela e valorizzazione delle produzioni casearie tradizionali.
Il filo conduttore del primo Congresso internazionale sui formaggi tradizionali sarà il dialogo tra i sistemi di produzione naturali e tradizionali, l'innovazione scientifica e la sostenibilità. Non una contrapposizione fra tradizione e ricerca, ma un incontro capace di mettere la scienza al servizio della conoscenza, della tutela e della valorizzazione di pratiche, materie prime e patrimoni produttivi locali.
“Il Congresso non presenta il formaggio tradizionale come qualcosa da “proteggere” semplicemente, ma come una filiera da rendere più resiliente, misurabile e contemporanea. See Cheese parte dalla tradizione, ma costruisce il programma come un percorso di trasformazione: dal territorio al consumatore”, commenta Cinzia Caggia, presidente del CoRFiLaC di Ragusa dal 2026. “L'identità di un formaggio non nasce soltanto dalla ricetta. Nasce dall'interazione tra territorio, animale, latte, microbiologia, tecnologia, ambiente e cultura e si completa nel modo in cui il consumatore percepisce quel prodotto”.
LA RIAPERTURA DELLA CACIOTECA REGIONALE SICILIANA
Ad aprire la tre giorni di simposio sarà un momento particolarmente significativo per il territorio siculo: la riapertura della Cacioteca Regionale Siciliana, inaugurata nel 2012 e oggi restituita alla comunità dopo un periodo di chiusura per gli interventi di ristrutturazione che ne hanno interessato gli spazi.
La cerimonia ufficiale si terrà martedì 1° dicembre alle ore 10.00, alla presenza delle autorità locali e nazionali, con la visita della Cacioteca e del CoRFiLaC, e i saluti istituzionali. Interverrà alla riapertura Giuseppe Licitra, fondatore della Cacioteca e figura storica di riferimento del progetto, che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di questo spazio dedicato al patrimonio caseario siciliano.
Ospite d’onore sarà il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che, da Presidente della Regione Siciliana, ha avuto un ruolo determinante nel percorso che ha portato al finanziamento degli interventi di ristrutturazione.
“Gli interventi di efficientamento e ristrutturazione porteranno la Cacioteca a diventare un polo di eccellenza per la valorizzazione e la ricerca del patrimonio caseario siciliano”, spiega Giuseppe Licitra, professore ordinario dell’Università di Catania e fondatore della Cacioteca. “Questo momento di riapertura assume pertanto una valenza che va oltre la mera manutenzione straordinaria dell'immobile, configurandosi come un'azione di riqualificazione e potenziamento di un'infrastruttura funzionale alle attività scientifiche, tecniche e istituzionali del CoRFiLaC.”.
La riapertura segnerà l’inizio di una nuova fase per una struttura che ambisce a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura casearia siciliana, mettendo in relazione produttori, ricerca e territorio. Tra le prospettive c’è lo sviluppo di una Cacioteca multifunzionale, dotata di spazi e celle per la stagionatura, destinata ad accogliere attività di ricerca e sperimentazione, iniziative a sostegno della filiera, convegni, seminari e laboratori del gusto. Con le sue dieci celle di stagionatura, ciascuna con una capacità potenziale di dieci tonnellate, la Cacioteca si propone come luogo d’eccellenza per accompagnare e valorizzare la stagionatura dei formaggi siciliani.
Gli interventi effettuati porteranno alla realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico a servizio della struttura, finalizzato al miglioramento dell'efficienza energetica e alla riduzione dei consumi associati al funzionamento degli impianti tecnologici. Un luogo pensato non solo per conservare e raccontare la tradizione, ma anche per studiarla, trasmetterla e accompagnarla nel futuro, creando un dialogo continuo tra il sapere dei produttori e quello della ricerca scientifica.
DIECI TEMI PER GUARDARE AL FUTURO DEI FORMAGGI TRADIZIONALI
Sotto i riflettori di See Cheese ci saranno i grandi temi legati allo sviluppo, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio caseario locale. Il Congresso costruisce il proprio programma scientifico attorno a dieci filoni di ricerca che attraversano l’intera filiera del formaggio tradizionale: dall’alimentazione degli animali alla biodiversità, dalla qualità del latte alla microbiologia, dalle tecniche di produzione e stagionatura alla sostenibilità degli allevamenti, fino al packaging, all’analisi sensoriale e alla percezione del consumatore.
Un percorso che mette in dialogo tradizione, ricerca e innovazione, per capire come le conoscenze scientifiche possano diventare strumenti concreti per conservare il valore dei formaggi tradizionali, rafforzarne la resilienza e accompagnarne l’evoluzione verso modelli produttivi più sostenibili.
Il primo livello di indagine riguarda l’alimentazione e la gestione delle risorse. L’impiego dei sottoprodotti agro-industriali nelle diete animali apre infatti una riflessione sul modo in cui le risorse possono essere utilizzate lungo la filiera, riducendo gli sprechi e creando nuove opportunità. Un tema che si lega direttamente alla più ampia prospettiva dell’economia circolare, affrontata anche attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria lattiero-casearia: residui e materiali considerati scarti possono diventare nuove risorse, generando valore economico e ambientale.
Al centro del Congresso ci sarà poi il rapporto tra allevamento, biodiversità e sostenibilità. Particolare attenzione sarà dedicata ai piccoli ruminanti e alle altre specie da latte, alle caratteristiche delle loro produzioni e al loro ruolo nei sistemi agricoli dei territori. Parallelamente, la ricerca affronterà il valore delle razze autoctone, non soltanto come patrimonio genetico e culturale da conservare, ma come elemento di resilienza dei sistemi zootecnici e di differenziazione dei prodotti caseari.
In questo quadro rientra anche uno dei temi più attuali per gli allevamenti mediterranei: lo stress da caldo, analizzato nei suoi effetti sulla salute e sul benessere degli animali, sulla produzione e sulla qualità del latte. La questione sarà affrontata anche attraverso un progetto internazionale che coinvolge l’Università degli Studi di Milano, l’Université Frères Mentouri Constantine 1 (INATAA) e l’Université Université Ferhat Abbas Sétif, entrambe in Algeria, in un confronto particolarmente significativo per le realtà zootecniche del bacino mediterraneo.
Il percorso prosegue dal latte al formaggio, mettendo sotto osservazione tecniche di produzione e stagionatura, con il confronto tra caseificazione tradizionale e approcci industriali. La ricerca permetterà di approfondire il rapporto tra materia prima, razza, tecniche di lavorazione, strumenti e condizioni di maturazione, fino alle caratteristiche finali del prodotto. È qui che la tradizione diventa oggetto di analisi scientifica: non per sostituirne i saperi, ma per comprenderne meglio i meccanismi e individuare le condizioni che ne permettono la conservazione e la valorizzazione.
Un ruolo centrale sarà riservato anche alla tecnologia del formaggio, alla scienza della stagionatura e al packaging funzionale. Anche strumenti e pratiche tradizionali, come l’impiego del legno nei processi di lavorazione e stagionatura, saranno riletti alla luce delle conoscenze più recenti, mettendo in dialogo saperi antichi e ricerca contemporanea. Sul fronte del confezionamento, l’attenzione si concentrerà inoltre su soluzioni più sostenibili e su materiali funzionali ottenuti anche dal recupero di sottoprodotti agroalimentari, come le vinacce, studiandone le possibili applicazioni per la conservazione dei formaggi.
Un altro asse fondamentale riguarda la diversità microbica e la sicurezza alimentare. La biodiversità dei microrganismi rappresenta infatti uno degli elementi distintivi delle produzioni tradizionali e contribuisce alla definizione delle caratteristiche organolettiche del formaggio. Lo studio delle comunità microbiche, delle colture starter e dei processi fermentativi permette di comprendere meglio il rapporto tra ambiente, materia prima e prodotto, affrontando allo stesso tempo il tema della sicurezza nelle filiere produttive tradizionali.
A completare il quadro interviene la prospettiva One Health, che considera in modo integrato salute animale, salute umana e sostenibilità dell’ambiente. La gestione del benessere animale, gli approcci veterinari e l’organizzazione dei sistemi zootecnici diventano così parte di una visione più ampia della filiera, nella quale la qualità del prodotto non può essere separata dalle condizioni in cui viene prodotto.
DALLA MICROBIOLOGIA AL PACKAGING, FINO AL CONSUMATORE
Il percorso di See Cheese non si ferma alla produzione. L’ultimo tratto della filiera riguarda infatti il modo in cui il formaggio viene percepito, scelto e accettato dal consumatore.
È qui che entra in gioco il decimo filone, dedicato a marketing, neuroscienze e analisi sensoriale, sviluppato anche grazie alla collaborazione tra CoRFiLaC e l’Università IULM di Milano con Vincenzo Russo, professore ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing. La collaborazione ha portato alla nascita di un laboratorio di neuroscienze al CoRFiLaC, analogo al laboratorio presente alla IULM, dedicato allo studio del comportamento del consumatore attraverso dati biometrici.
L’obiettivo è comprendere come il consumatore reagisca a elementi diversi – dal prodotto al packaging, dalla comunicazione pubblicitaria ai siti web – e come le caratteristiche sensoriali e identitarie del formaggio possano influenzarne la percezione, il gradimento e le scelte di acquisto. La ricerca arriva così fino alla tavola, collegando qualità del prodotto, esperienza sensoriale, comunicazione e comportamento del consumatore.
UN CONFRONTO INTERNAZIONALE SUL FUTURO DEL FORMAGGIO TRADIZIONALE
I dieci temi dello Scientific Scope saranno infine inseriti in una prospettiva internazionale. A Ragusa arriveranno esperienze e competenze provenienti da realtà produttive differenti, dall’Europa al Brasile, creando un confronto tra sistemi di allevamento, tecnologie, tradizioni casearie e approcci scientifici diversi.
Il caso dei formaggi brasiliani, inserito tra i dieci filoni del Congresso, rappresenterà in particolare un’occasione per osservare da una prospettiva internazionale come ricerca e innovazione possano dialogare con identità produttive e tradizioni differenti.
Ne emerge una visione del formaggio tradizionale non come patrimonio statico da conservare, ma come sistema vivo, nel quale biodiversità, sostenibilità, tecnologia, cultura e mercato sono profondamente interconnessi.
I dieci temi di See Cheese raccontano proprio questa complessità: dall’alimentazione animale alla microbiologia, dalle razze autoctone al benessere, dalla caseificazione alla stagionatura, dall’economia circolare al packaging, fino alle neuroscienze e al consumatore. Un viaggio lungo tutta la filiera per interrogarsi su una domanda centrale: come può la ricerca aiutare i formaggi tradizionali a conservare la propria identità e, allo stesso tempo, affrontare le sfide del futuro?
I 10 TEMI DELLO SCIENTIFIC SCOPE DI SEE CHEESE
Nutrizione, gestione e uso dei sottoprodotti agro-industriali
Alimentazione animale, utilizzo dei sottoprodotti agro-industriali e nuove strategie per una gestione più efficiente delle risorse.
Tecniche di produzione e stagionatura
Caseificazione tradizionale e industriale a confronto, processi produttivi e scienza della maturazione.
Valorizzazione dei sottoprodotti lattiero-caseari
Economia circolare, recupero degli scarti e creazione di nuovo valore lungo l’intera filiera lattiero-casearia.
Tecnologia del formaggio e packaging funzionale
Innovazione tecnologica, materiali sostenibili e funzionali, conservazione e packaging del prodotto.
Marketing, neuroscienze e analisi sensoriale
Scienza del cervello, percezione sensoriale, neuromarketing e comportamento del consumatore nei confronti dei prodotti caseari artigianali.
Piccoli ruminanti e altre specie da latte
Caratteristiche del latte, biodiversità, sistemi produttivi e sostenibilità ambientale.
Valore e sostenibilità degli allevamenti di razze autoctone
Conservazione della biodiversità zootecnica, valorizzazione delle razze locali e sostenibilità economica delle mandrie da latte autoctone.
Diversità microbica e sicurezza alimentare
Biodiversità microbica, fermentazioni, colture starter e sicurezza alimentare nelle filiere produttive tradizionali.
Formaggi brasiliani
Aspetti tecnici e scientifici della produzione casearia brasiliana e confronto internazionale tra modelli produttivi e tradizioni.
Gestione del benessere animale – One Health
Approcci veterinari integrati, salute e benessere animale e sostenibilità della gestione zootecnica.
I PROTAGONISTI DEL CONGRESSO
See Cheese porterà a Ragusa 44 relatori da 16 Paesi, creando un confronto internazionale tra competenze scientifiche, esperienze produttive e approcci differenti al mondo dei formaggi tradizionali. Tra i protagonisti Giuseppe Licitra, professore ordinario all’Università degli Studi di Catania e fondatore della Cacioteca Regionale Siciliana, che interverrà sul rapporto tra formaggi tradizionali, storia e cultura, portando la propria esperienza nello studio e nella valorizzazione del patrimonio caseario siciliano. Accanto a lui John A. Lucey, professore di Food Science all’Università del Wisconsin-Madison e direttore del Wisconsin Center for Dairy Research, tra i riferimenti internazionali per la ricerca sulla chimica del latte e sulla scienza del formaggio, con studi dedicati anche alla Provola dei Nebrodi e ai processi di stagionatura.
Dal Brasile arriverà Antonio Fernandes de Carvalho, professore all’Universidade Federal de Viçosa, che porterà il punto di vista della ricerca sulla caratterizzazione microbica dei formaggi tradizionali e sulle produzioni casearie brasiliane. Sul fronte dell’innovazione e della tecnologia lattiero-casearia interverrà Bartosz Sołowiej, Vice-rettore per la Ricerca e la Cooperazione internazionale presso l’University of Life Sciences di Lublino e responsabile del Dipartimento di Tecnologia Lattiero-Casearia e Alimenti Funzionali, mentre Photis Papademas, professore associato alla Cyprus University of Technology, contribuirà al confronto con la propria esperienza nella scienza e tecnologia dei latticini, tra produzioni tradizionali, sostenibilità e nuove tecnologie di lavorazione.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla biodiversità zootecnica e alla sostenibilità degli allevamenti, con i contributi di Elena Ciani, professoressa ordinaria di Allevamento Animale e Genetica all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, specializzata in genetica, genomica e conservazione delle razze locali, e di Paul Boettcher, funzionario responsabile della produzione zootecnica presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) a Roma, esperto di risorse genetiche animali e sviluppo agricolo sostenibile. A completare questo asse tematico saranno Jennifer Mahony professoressa di Microbiologia alimentare molecolare della University College Cork, che porterà il confronto con il modello irlandese e il ruolo del pascolo nei sistemi produttivi, e Delphine Luhring, formatrice in Tecnologia Lattiero-Casearia e Formaggi presso ENILEA di Poligny, in Francia, con la sua esperienza nel trasferimento delle conoscenze tra produzioni artigianali e trasformazione industriale.
La dimensione microbiologica sarà rappresentata, tra gli altri, da Cinzia Caggia, professoressa ordinaria di Microbiologia Agricola all’Università degli Studi di Catania e Presidente del CoRFiLaC, da Wioletta Chajecka-Wierzchowska, professoressa associata all’Università di Warmia e Mazury di Olsztyn (Polonia), esperta di microbiologia alimentare, sicurezza e resistenza antimicrobica, e da Gaukhar Konuspayeva, professoressa all’Università Al-Farabi di Almaty e consulente FAO, con competenze nella scienza e produzione lattiero-casearia, dal latte di cammello alla produzione di formaggi e alla sicurezza alimentare.
A chiudere il percorso, portandolo dalla produzione alla percezione del prodotto, sarà Vincenzo Russo, professore ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing all’IULM di Milano, che presenterà gli studi di Marketing e l’utilizzo di dati biometrici per comprendere la risposta del consumatore a packaging, comunicazione e caratteristiche del prodotto.
LA CULTURA CASEARIA SICILIANA, TRA TRADIZIONE E RISCHIO DI ESTINZIONE
La dimensione scientifica sarà accompagnata da un forte programma dedicato alla cultura casearia siciliana e mediterranea, con dimostrazioni di caseificazione e momenti dedicati alle produzioni tradizionali. Particolarmente significativo sarà il coinvolgimento dei casari di Geraci Siculo, anche attraverso la partecipazione di produttori anziani, che realizzeranno una dimostrazione dei caci figurati siciliani, una pratica tradizionale considerata a rischio di estinzione.
La dimostrazione diventerà così un momento di trasmissione di un sapere da preservare nel tempo e, al tempo stesso, uno showcase della cultura casearia siciliana, mettendo in relazione tradizione, territorio e conoscenza. Il territorio sarà protagonista anche attraverso abbinamenti e degustazioni di formaggi, olio, vino, pane di pasta dura, cioccolato, aromi e birra.
“L’ARTE DEL REIMPIEGO”: IL CONCORSO PER IL FORMAGGIO INNOVATIVO
See Cheese ospiterà inoltre il “Concorso Formaggio Innovativo: l’arte del reimpiego”, una competizione dedicata ai produttori di formaggio e ispirata ai temi della sostenibilità, del recupero e del reimpiego.
L’obiettivo è invitare i produttori a interpretare questi temi attraverso la realizzazione di un formaggio di qualità, lasciando libertà nelle tecniche di produzione, nella scelta del latte, nei trattamenti, nei processi di coagulazione e nell’eventuale utilizzo di essenze o spezie. Il concorso prevede tre categorie: formaggi freschi, entro 30 giorni dalla produzione, a pasta pressata o filata; formaggi semistagionati, con almeno 60 giorni dalla produzione, nelle stesse tipologie e formaggi molli e/o spalmabili.
I prodotti dovranno arrivare al CoRFiLaC entro il 20 novembre 2026, accompagnati dalla scheda di produzione e dalla scheda tecnica relativa alla conservazione. Ogni formaggio sarà sottoposto ad analisi chimiche e microbiologiche e successivamente valutato da una giuria di esperti internazionali.
Sono due i principali criteri di valutazione: l’intelligenza casearia, intesa come capacità di interpretare materia prima, tecnica produttiva, processo e stagionatura per arrivare a un risultato di qualità, e la valutazione sensoriale, relativa a gusto, aspetto e struttura.
Durante i giorni del Congresso saranno premiati i primi classificati di ciascuna categoria.
TRE GIORNI TRA SCIENZA, PRODUZIONE E TERRITORIO: IL PROGRAMMA
Il programma di See Cheese alternerà sessioni scientifiche, confronto internazionale e appuntamenti dedicati alla cultura casearia attraverso 15 sessioni tra cui 5 plenarie distribuite in 3 giorni di lavoro.
1° dicembre – Identità, tradizione e produzione
La prima giornata si apre con la riapertura della Cacioteca Regionale Siciliana, prima di entrare nel vivo del Congresso con la cerimonia inaugurale e la prima plenaria, “Traditional Cheeses, History and Culture”, affidata al professor G. Licitra. Il punto di partenza è quindi il patrimonio culturale: il formaggio tradizionale viene letto come espressione della storia e dell'identità dei territori.
Il programma entra poi direttamente nella produzione con la sessione “Production & Ripening Techniques: Traditional vs. Industrial Cheeses”, dedicata al confronto tra tecniche tradizionali e industriali di produzione e stagionatura. In parallelo, “Nutrition, Management & Use of Agro-Industrial By-Products in Animal Diets” affronta il tema dell'alimentazione e dell'impiego dei sottoprodotti agro-industriali nella dieta animale.
La giornata affianca alla ricerca anche la formazione pratica, con gli short course dedicati a stagionatura dei formaggi e prevenzione veterinaria. Il primo giorno diventa così una sorta di fotografia della filiera alle sue origini: territorio, animali, alimentazione, latte, produzione e maturazione.
2 dicembre – Dalla sostenibilità all'innovazione
La seconda giornata sposta il baricentro verso l'innovazione e apre con la plenaria “Byproducts and Reduction of Environmental Impact”, affidata al professor Bartosz Sołowiej. Il tema dei sottoprodotti viene così portato dal livello dell'alimentazione animale a quello dell'intera filiera, introducendo il tema della riduzione dell'impatto ambientale.
Le sessioni parallele approfondiscono due direzioni apparentemente lontane ma in realtà complementari: “Valorisation of Dairy By-Products & Economic Aspects of the Supply Chain”, dedicata alla valorizzazione dei sottoprodotti lattiero-caseari e agli aspetti economici della filiera, e “Marketing, Brain & Sensory Analysis”, che porta la ricerca fino alla percezione del prodotto e al comportamento del consumatore.
Nel pomeriggio arriva la seconda plenaria, “Cheese-Making and Cheese-Ageing Techniques”, con il professor J. A. Lucey. A seguire, il programma affronta “Cheese Technology & Functional Packaging”, mettendo insieme tecnologia produttiva, maturazione e nuove soluzioni di packaging, e “Small Ruminants and Other Dairy Species: Milk Characteristics, Biodiversity, Environmental Impact and Sustainability”, dedicata al ruolo dei piccoli ruminanti e delle altre specie da latte.
È anche la giornata più orientata al rapporto tra scienza, esperienza e mercato: gli short course affrontano la qualità del formaggio e i difetti di produzione, i fabbisogni nutrizionali dei piccoli ruminanti, la percezione sensoriale e i nuovi concetti di marketing per i formaggi tradizionali. Il programma si chiude con una degustazione dedicata ai prodotti locali e agli abbinamenti, dal formaggio al vino, dall'olio al pane di grano duro fino al cioccolato.
3 dicembre – Biodiversità, sicurezza e futuro degli allevamenti
La terza giornata di lavori si apre con la plenaria “Microbial Diversity of Traditional Cheeses”, affidata al professor Antonio Fernandes de Carvalho. La microbiologia diventa così una chiave per comprendere uno degli elementi più caratterizzanti delle produzioni tradizionali: la biodiversità microbica che accompagna fermentazione, maturazione e caratteristiche del prodotto.
La sessione “Microbial Diversity & Food Safety” porta il tema sul terreno della sicurezza alimentare, mentre “Value and Sustainability of Native Breed Herds” affronta il valore delle razze autoctone e la sostenibilità delle loro mandrie, con il coinvolgimento anche della FAO. In parallelo, gli short course approfondiscono lattoinnesti e sieroinnesti e l'alimentazione dei piccoli ruminanti.
Nel pomeriggio la quarta plenaria, “Native Breeds, Value and Sustainability of Dairy Production”, riporta al centro il rapporto tra biodiversità zootecnica, valore economico e sostenibilità della produzione lattiero-casearia. È una prospettiva particolarmente coerente con l'identità di See Cheese: le razze autoctone non vengono considerate soltanto come patrimonio da conservare, ma come una possibile risorsa per il futuro dei sistemi produttivi.
Il confronto si allarga quindi alla dimensione internazionale con “Brazilian Cheeses: Technical and Scientific Aspects”, mentre la sessione parallela “Animal Welfare Management (One Health)” affronta il benessere animale attraverso un approccio integrato che mette in relazione salute animale, sostenibilità e gestione zootecnica. Gli ultimi short course sono dedicati alle tecniche di produzione casearia tradizionali e alternative e alla relazione tra nutrizione animale e qualità dei foraggi.
COMITATO SCIENTIFICO
Presidente: Margherita Caccamo – CoRFiLac
Giuseppe Cascone – Area Ragusa, IZS Sicilia, Italia
Giovanni Cascone – Università degli Studi di Catania, Italia
Salvatore Bordonaro – Università degli Studi di Catania, Italia
Giuseppe Cirelli – Università degli Studi di Catania, Italia
Giuseppe Di Vita – Università degli Studi di Catania, Italia
Antonio Fernandes de Carvalho – Università Federale di Viçosa, Brasile
Luigi Liotta – Università degli Studi di Messina, Italia
Jennifer Mahony – University of Cork, Irlanda
Jelena Miocinovic – Università di Belgrado, Serbia
Photis Papademas – Università di Cipro, Cipro
Foteini Pavli – Università di Malta, Malta
Alessandro Priolo – Università degli Studi di Catania, Italia
Cinzia Randazzo – Università degli Studi di Catania, Italia
Vincenzo Russo – IULM Milano, Italia
Luca Settanni – Università degli Studi di Palermo, Italia
Filippo Spadola – Ordine dei Veterinari di Ragusa, Italia
About See Cheese
See Cheese – International Congress on Traditional Cheeses è il congresso internazionale dedicato ai formaggi tradizionali, nato per mettere in dialogo ricerca scientifica, produttori, istituzioni e territori. La prima edizione, in programma a Ragusa dall’1 al 3 dicembre 2026, riunirà 44 relatori provenienti da 16 Paesi per tre giornate di confronto dedicate alla scienza e alla cultura del formaggio: dalla nutrizione animale alla qualità del latte, dalla tecnologia lattiero-casearia alla microbiologia, dalla biodiversità alla sostenibilità, fino alla sicurezza alimentare, al packaging funzionale e all’analisi del comportamento del consumatore.
Organizzato dal CoRFiLaC – Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, See Cheese nasce con l’obiettivo di valorizzare il formaggio tradizionale come espressione di territorio, biodiversità e patrimonio di conoscenze, creando nuove occasioni di incontro e condivisione tra il sapere della tradizione e gli strumenti della ricerca contemporanea.

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