Si conclude il congresso UNAA oltre 400 partecipanti. Una due giorni di confronto tra avvocatura, magistratura, istituzioni e mondo accademico

Si è concluso oggi, a Palermo, il Congresso dell’Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti (UNAA) che si è aperto ieri mattina alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al Teatro Massimo, platea e palchi affollati hanno applaudito l’ingresso in sala del Presidente della Repubblica.
Oltre 400 le presenze, provenienti da tutta Italia, registrate al Congresso. Numeri che confermano il forte interesse dell’avvocatura e degli operatori del diritto amministrativo per le trasformazioni della giustizia, il rafforzamento delle tutele e le nuove sfide che attendono le istituzioni e la professione forense.Dopo le sessioni tematiche della giornata d’apertura, nelle quali sono stati affrontati alcuni dei nodi centrali del dibattito giuridico contemporaneo, dall’evoluzione della disciplina processuale all’impiego dell’intelligenza artificiale, dalla transizione ecologica alla necessità di un’amministrazione efficiente e responsabile, i temi affrontati hanno evidenziato l’esigenza di mantenere un dialogo costante tra avvocati, magistrati, istituzioni politiche e mondo accademico.

Questa mattina i lavori sono proseguiti, a Sala d’Ercole, a Palazzo dei Normanni, con la tavola rotonda dal titolo: Un’amministrazione efficiente ed una Giustizia amministrativa effettiva per una democrazia matura, momento conclusivo del Congresso e occasione di confronto sul rapporto tra qualità dell’azione amministrativa, efficacia della tutela giurisdizionale e solidità delle istituzioni democratiche.

La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Elvira Terranova, ha riunito rappresentanti dell’avvocatura, del Parlamento e della magistratura amministrativa. Al dibattito hanno partecipato: l’avvocato Patrizio Leozappa, segretario UNAA, gli onorevoli Maria Elena Boschi ed Enrico Costa, in rappresentanza del Parlamento, il dottor Salvatore Veneziano, presidente del TAR Sicilia e l’avv. Joseph Brigandì, presidente SOLOM. Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF).

Dichiarazione di Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense

“Il decreto legislativo di attuazione della riforma forense prevede che l’avvocatura debba essere presente in tutte le giurisdizioni con propri rappresentanti. Credo che oggi sia diventata un’esigenza non più differibile quella che la magistratura amministrativa si doti di organi di gestione dell’attività giurisdizionale, innanzitutto presso i TAR, e che successivamente venga ampliata, presso il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, la partecipazione di componenti designati dalla stessa avvocatura e non dal Parlamento. Non basta che siano avvocati, perché quelli designati dal Parlamento rispondono a logiche parlamentari. Gli avvocati chiamati a occuparsi della gestione degli organi giudiziari devono essere nominati dagli stessi avvocati”.

L’altro aspetto sul quale si è soffermato Francesco Greco riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Greco aggiunge:

“Si assiste sempre più spesso, a fronte di un divieto di legge, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per scrivere le sentenze e, al contempo, a provvedimenti di auto-assolvimento da parte della magistratura nei casi in cui lo strumento è stato utilizzato, nonostante la legge lo vieti espressamente. Non è tollerabile che la magistratura, chiamata a giudicare la condotta dei cittadini e a condannarli quando hanno violato la legge, assolva sé stessa, sostenendo che, quando un giudice viene concretamente trovato ad aver utilizzato l’intelligenza artificiale, in definitiva non ci sia nulla di male, nonostante una legge lo vieti espressamente”.

Il Congresso ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui cambiamenti che interessano la giustizia amministrativa e sul ruolo dell’avvocatura nella costruzione di un sistema di tutele sempre più effettivo, accessibile e adeguato alle esigenze della società.

Giovanni Immordino, presidente dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia presidente di UNAA, a chiusura del Congresso richiama l’attenzione sulla necessità di un’avvocatura sempre più protagonista nel sistema giustizia, ribadendo che autonomia, indipendenza e confronto tra tutte le componenti della giurisdizione sono presupposti imprescindibili per una giustizia autorevole, efficiente e realmente al servizio dei cittadini.

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