Un progetto che sta raccogliendo interesse anche nel resto del Paese, con oltre cento amministratori ed ex amministratori coinvolti nel percorso di avvicinamento al nuovo partito, e che punta a costruire una piattaforma politica trasversale, capace di superare le tradizionali appartenenze partitiche per rappresentare le esigenze concrete delle comunità locali. «Non stiamo costruendo un partito ideologico, ma una piattaforma trasversale di valori e competenze che vuole trasformare in azione politica ciò che quotidianamente accade nei territori», ha dichiarato *Paolo Amenta*. «C'è una distanza sempre più profonda tra chi scrive le norme e chi è chiamato ad applicarle, tra i luoghi delle decisioni e le comunità che ne subiscono le conseguenze. Vogliamo creare una vera lobby dei territori, un gruppo capace di incidere sulle grandi riforme di cui il Paese ha bisogno».Al centro dell'iniziativa la necessità di una profonda revisione del sistema normativo che disciplina gli enti locali, a partire dal Testo unico degli enti locali, dalle regole sul personale e sulla sicurezza urbana, fino ai meccanismi di finanziamento dei Comuni.
Particolare attenzione è stata dedicata alla crisi finanziaria degli enti locali siciliani, alle difficoltà dei piccoli Comuni, allo spopolamento delle aree interne, alla carenza di personale tecnico e amministrativo e all'impossibilità, in molti casi, di garantire servizi essenziali ai cittadini.
«Non possiamo continuare ad attribuire nuove responsabilità ai sindaci senza trasferire le risorse e gli strumenti necessari per esercitarle», ha sottolineato Amenta.
«Dobbiamo rivedere il sistema dei trasferimenti finanziari, superare le disuguaglianze tra Nord e Sud, rafforzare gli organici comunali e intervenire sulle norme che regolano la vita delle amministrazioni. Dalla sanità territoriale agli asili nido, dalla sicurezza urbana ai servizi sociali, occorre passare dalla teoria alla pratica. Il nostro obiettivo è trasformare l'esperienza amministrativa in proposte normative, leggi e risorse concrete per migliorare la qualità della vita dei cittadini».
Sulla necessità di una partecipazione diretta degli amministratori alle scelte politiche si è soffermato anche Gianni Pino. «Non è più possibile delegare. Per troppo tempo il mondo delle autonomie locali ha affidato ad altri la rappresentanza delle proprie esigenze, senza riuscire a incidere realmente sui processi decisionali», ha affermato Pino. «I sindaci affrontano ogni giorno problemi concreti, dalla manutenzione delle strade ai servizi pubblici, dalle emergenze alla gestione delle infrastrutture. Questa esperienza rappresenta un patrimonio di competenze che deve trovare spazio anche nei livelli di governo regionale e nazionale».Pino ha inoltre richiamato la necessità di affrontare le disparità normative che riguardano gli amministratori siciliani, con particolare riferimento ai limiti dei mandati dei sindaci, e ha ribadito che sarà l'assemblea nazionale a definire ufficialmente la linea politica del nuovo soggetto.
Nel corso della conferenza sono stati presentati alcuni degli amministratori che hanno scelto di aderire al progetto. Tra questi Renato Di Blasi, sindaco di Librizzi; Natale Briguglio, sindaco di Nizza di Sicilia; Salvatore Gallo, sindaco di Palazzolo Acreide; e Luciano Marino, sindaco di Lercara Friddi e presidente di ANCI Giovani Sicilia. Annunciata inoltre l'adesione del sindaco di Bagheria e del sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci. Presente anche Giancarlo Pavano, già assessore del Comune di Siracusa.
Gli interventi degli amministratori hanno evidenziato le difficoltà che accomunano realtà territoriali differenti, dalla carenza di personale negli uffici comunali alla gestione delle emergenze, fino alle criticità legate allo spopolamento e alla progressiva riduzione dei servizi. Un confronto che ha confermato la volontà di costruire un progetto politico fondato sull'esperienza diretta di chi amministra le comunità e conosce le conseguenze concrete delle decisioni assunte a livello centrale. Il percorso di aggregazione proseguirà coinvolgendo progressivamente anche assessori e consiglieri comunali in carica e, successivamente, ex sindaci ed ex amministratori, con l'obiettivo di valorizzare le competenze maturate nella gestione degli enti locali.
«Non abbiamo fretta di raccogliere adesioni a ogni costo», ha precisato Amenta. «Vogliamo che ogni amministratore possa compiere una scelta autonoma e consapevole, nel rispetto dei propri percorsi e degli equilibri politici delle comunità che rappresenta. Non ci interessa una semplice corsa al consenso, ma costruire le condizioni per restituire fiducia ai cittadini e trasformare quella fiducia in servizi e qualità della vita».
La prossima tappa sarà a Roma, a fine mese, dove è previsto un appuntamento nazionale che consentirà di definire il percorso politico del movimento e presentare ulteriori adesioni provenienti da diverse regioni italiane. «Vogliamo portare le istanze dei cittadini nei luoghi in cui si decide, coinvolgendo anche chi oggi ha smesso di partecipare alla vita politica perché non si sente più rappresentato», ha concluso Amenta.
«I sindaci hanno la responsabilità di aprire una nuova stagione, nella quale i territori non siano più semplici destinatari delle decisioni, ma protagonisti delle scelte che riguardano il loro futuro».

Nessun commento:
Posta un commento