Il "Pasticcio" dei Libretti Sanitari: Quattro Pediatri Incassano 100 Mila Euro, la Regione Trema

di Riccardo Picone 
Un errore di interpretazione lungo 15 anni rischia di mandare in tilt i conti della sanità siciliana. Dopo anni di battaglie legali, l’Asp di Palermo cede: pronti i primi risarcimenti per i medici, mentre la norma della discordia viene cancellata per sempre.
PALERMO – Dieci euro possono sembrare una cifra irrisoria, ma se moltiplicati per migliaia di bambini e per quindici anni di cure, si trasformano in un "macigno" finanziario capace di far vacillare le casse regionali. È la cronaca di un cortocircuito burocratico iniziato nel 2011 e terminato solo poche settimane fa davanti ai giudici del Lavoro, con la resa della Regione Siciliana e delle Asp.
L’equivoco da milioni di euro
Al centro della vicenda c’è l’Accordo Integrativo Regionale (AIR) del 2011. L’articolo 4 parlava chiaramente: per ogni nuovo paziente e per ogni anno di cura, ai pediatri spettava un bonus di 10 euro legato alla compilazione del libretto sanitario pediatrico.
Tuttavia, le Asp siciliane hanno interpretato la norma in modo restrittivo, versando la somma una tantum (una sola volta) al momento dell’iscrizione del bambino. Un errore di lettura che ha negato ai medici un compenso ricorrente per anni. Il risultato? Una valanga di ricorsi che oggi sta presentando un conto salatissimo.
La prima vittoria: 100 mila euro a quattro medici
Il muro ha iniziato a cedere a Palermo. Quattro pediatri, assistiti dagli avvocati Alessandro Gatto e Manlio Mannino, hanno costretto l'Asp a scendere a patti. Per evitare una condanna certa e ancora più onerosa, l'azienda sanitaria ha optato per un accordo transattivo: i medici riceveranno complessivamente circa 100 mila euro, accettando di incassare la metà del dovuto pur di chiudere immediatamente la contesa.
Questo accordo non è un caso isolato, ma l'applicazione di una precisa direttiva assessoriale dello scorso aprile. La Regione, conscia di non poter vincere la battaglia legale, ha scelto la via del "male minore": pagare subito il 50% per evitare che le sentenze dei tribunali arrivino a cifre iperboliche.
Un effetto domino su tutta l'Isola
Il caso dei quattro camici bianchi palermitani è solo la punta dell'iceberg. Nella sola provincia di Palermo operano circa cento pediatri, ognuno con una media di oltre mille piccoli pazienti. Se tutti dovessero seguire la strada del ricorso, la spesa diventerebbe insostenibile per una sanità già in affanno.
La fine di un'era: norma abrogata
Per fermare l'emorragia di denaro pubblico, la Regione è corsa ai ripari con il nuovo contratto integrativo, siglato lo scorso agosto. La strategia è duplice:
Cancellazione: La norma della discordia (l'Art. 4 lettera C) è stata ufficialmente abrogata. Niente più bonus annuali da 10 euro per il futuro. Pace fiscale: Si punta tutto sulle transazioni per chiudere il passato, cercando di convincere i medici a rinunciare a metà dei rimborsi spettanti dal 2011 a oggi. Resta il fatto che una "svista" interpretativa vecchia di quindici anni peserà ancora a lungo sui bilanci siciliani. La stagione dei tribunali è tutt'altro che conclusa e la sanità regionale si ritrova a pagare per un errore scritto nero su bianco in un pomeriggio di giugno del 2011.

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