di Ambra Drago
Oltre mille nomi quelli scanditi sulla scalinata del Teatro massimo nella "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un momento istituito dal 1996 dall'associazione Libera e che quest'anno vede lo svolgimento principale nella città di Torino e contestualmente nelle diverse piazze italiane.alla manifestazione presente la Rete per la cultura antimafia nella scuola , presenti millecinquecento studentesse e studenti . La scuola vista come un antidoto alla prevericaricazione e alla violenza mafiosa. “Ringraziamo la Fondazione Teatro Massimo per la collaborazione e la disponibilità ad ospitare questo momento di grande impegno civile – dichiara Giusto Catania, dirigente della scuola capofila che coordina le 160 scuole che aderiscono alla Rete per la cultura antimafia -. La scuola ha un ruolo fondamentale per contrastare la cultura mafiosa e per costruire gli anticorpi sociali contro le mafie. Le mafie – sottolinea Catania - si nutrono di ignoranza, disuguaglianza e solitudine"."La memoria come sottolineato nel comunicato stampa,delle vittime innocenti delle mafie non è un esercizio retorico né una semplice commemorazione – dichiara Carmelo Pollichino, coordinatore provinciale di Libera Palermo - è un atto profondamente politico e civile, che ci chiama ogni giorno a una responsabilità concreta: trasformare il ricordo in impegno, i nomi in azione, il dolore in cambiamento. Dietro ogni nome letto, c’è una storia interrotta, una comunità ferita, un futuro negato. Custodire questa memoria significa restituire dignità alle vittime e sottrarre spazio all’indifferenza, che è il primo alleato delle mafie". Una mattinata emozionante così come lo sono stati i docenti presenti e anche i diversi familiari delle vittime innocenti della mafia. Via via i ragazzi si sono alternati lungo la scalinata presenti anche gli studenti di una classe dell'Istituto Convitto Giovanni Falcone per l'ocacsione presente la prof.ssa Tiziana Schiavo- Vicerettore dell' istituto, la prof.ssa Sandra Parrino le referenti della legalità, tra queste la maestra Romina Gramaglia. Un susseguirsi di forti emozioni.Tra i bambini c'è anche il piccolo Antonio Montinaro che ha letto scandendolo in modo chiaro e orgoglioso il nome del nonno, il caposcorta del giudice Falcone morto insieme a lui e ai suoi colleghi Rocco Dicillo e Visto Schifani e alla dott.ssa Francesca Morivillo il 23 maggio del 1992'. Giri intorno e vedi i visi attenti e coinvolti di diversi familiari figli di giornalisti come Francese o di magistrati come quelli del procuratore Scaglione per citarne alcuni. Generazioni segnate dal dolore personale e familiare ma che vedono nella partecipazione del mondo scuola e degli studenti una speranza per costruire una società migliore. Alla lunga mattinata presente il Presidente della Commissione regionale antimafia Antonio Cracolici che ha affermato: "Questi nomi sono legati a persone che non ci sono più, vittime innocenti e pensate che cosa potrebbe essere la nostra società in termini di valori se queste persone fossero ancora tra noi.La società sarebbe migliore. Uccidere era un modo per bloccarli. Fortunatamente la memoria serve a impedire cieò e la mafia ha decisamente perso".


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