La polizia ha arestato un trentaduenne con precedenti di contro il patrimonio e la persona, nonché sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, resosi responsabile del reato di rapina aggravata ai danni di un ufficio postale. In particolare i Falchi sono intervenuti in via Enrico Toti dopo una segnalazione alal centrale operativa di una rapina ad un ufficio postale. Nel frattempo i colleghi del commissariato venivano informati dal vicedirettore e dai dipendenti addetti agli sportelli (che avevano subito materialmente la rapina), che il malvivente, al fine di farsi consegnare il denaro contante, li aveva minacciati mostrando loro un oggetto avvolto con del nastro isolante di colore nero, il quale lasciava intravedere un display luminoso, come a riprodurre un ordigno rudimentale. Lo stesso, inoltre, aveva con sé un telecomando, con il quale minacciava i dipendenti di far esplodere l’ordigno, se non gli avessero consegnato l’intero incasso contenuto nel caveau.Una volta ottenuto il denaro contante custodito all’interno della cassaforte temporizzata, il malfattore abbandonava l’ordigno all’interno di uno dei cestini dei rifiuti presenti nell’ufficio postale, per poi darsi alla fuga tra le strade del quartiere denominato “Santa Rosalia”, facendo così perdere temporaneamente le proprie tracce. Dopo le ricerche i poliziotti lo hanno bloccato in piazza Montegrappa a quel punto l'uomo ha consegnato lo zaino con la refurtiva appena prelevata dall’ufficio postale e consistente in tre mazzi di banconote in tagli da 20 e 50 € – ancora avvolte dalle fascette – ed ulteriore denaro contante, per una somma complessiva di euro 60.580,00 (sessantamilacinquecentoottanta,00).Durante la perquisizione i Falchi hanno trovato anche il telecomando .A quel punto il trentaduenne ha ammesso il colpo ed ha accompagnato i poliziotti a recuperare i vestiti di cui si era disfatto in via Salvatore Cusa. Oltre agli abiti è stato trovato un rasoio elettrico usato per accorciarsi i baffi e cercare di celare l'identità. Il trentaduenne prima del giudizio per direttissima fissato per l'indomani è stato condotto nella camera di sicurezza della Caserma Lungaro. Dopo il giudizio è stato condotto nell'istituto penitenziario del Pagliarelli.
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