Con la seduta plenaria dell'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio, commissione speciale dell’assessorato dei Beni culturali, si è concluso il lungo iter istruttorio per l’adozione del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo. Il documento ha come pilastri essenziali il patrimonio e l’identità e definisce indirizzi di tutela e valorizzazione che pongono le basi per uno sviluppo sostenibile delle comunità locali. «Non si tratta di un mero atto amministrativo, ma di uno strumento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del territorio - dice l’assessore Scarpinato - Il piano consente, infatti, di conoscere in modo approfondito il paesaggio, individuare le aree sottoposte a vincolo e stabilire regole chiare per gli interventi, promuovendo al tempo stesso il recupero e la riqualificazione delle zone degradate. Un quadro organico, dunque, che permette di prevenire fenomeni di abusivismo e di portare avanti uno sviluppo equilibrato e sostenibile». Grazie al Piano paesaggistico di Palermo è possibile definire con chiarezza dove e come intervenire e garantire certezza delle regole, consentendo di governare il territorio in modo ordinato, salvaguardandone i caratteri distintivi. L’adozione del documento è il risultato di una sinergia tra diversi soggetti istituzionali: l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana con il suo dipartimento e la soprintendenza, i dipartimenti regionali dell'Ambiente e dell’Urbanistica, le università siciliane e l’Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio, i cui esperti hanno contribuito, anche a titolo gratuito, all’analisi e alla definizione della metodologia adottata.

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