"Oggi Palermo ricorda Pio La Torre e questo significa interrogarsi sul senso profondo della sua battaglia afferma il sindaco Roberto Lagalla: una lotta che non si è limitata alla denuncia della violenza mafiosa, ma che ha avuto il coraggio di colpire il cuore del potere criminale, seguendo il filo dei patrimoni, delle connessioni, delle complicità. La Torre ha cambiato il modo in cui lo Stato guarda alla mafia, trasformando l’indignazione in strumenti concreti di giustizia.Ma in quel 30 aprile non fu colpito solo un dirigente politico e sindacale di straordinaria lucidità. In quell’agguato- continua Lagalla- fu spezzata anche la vita di Rosario Di Salvo, uomo delle istituzioni e della quotidiana fedeltà, che accanto a La Torre svolgeva il suo lavoro con dedizione e senso del dovere.
Palermo oggi ha il dovere di custodire entrambe queste eredità, traducendole in azioni quotidiane, in scelte amministrative, in educazione civica. Non possiamo limitarci alla commemorazione. Dobbiamo misurare la distanza tra il loro sacrificio e il presente, e colmarla con responsabilità".

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