Il Comando Militare Esercito Sicilia e Ordine dei Giornalisti insieme nel "Meeting sulla Comunicazione Gen AI- Difendere la credibilità degli organi di informazione". Successo a Palazzo Sclafani

di Ambra Drago
"Abbiamo deciso insieme all' Ordine dei Giornalisti di Sicilia, che ringrazio, di trattare un argomento interessante qual é quello dell' Intelligenza Artificiale Generativa e la sua influenza sia in Italia rispetto al tema dei mezzi di comunicazione sia riguardo il mondo militare e dell' Esercito. Desidero ringraziare tutti i relatori e i partecipanti sottolinea il Tenente Colonnello Giuseppe Provenza. Porto i saluti del Generale dell' Esercito Sicilia, Francesco Principe". Dopo questo indirizzo di saluto ha preso il via il "Meeting sulla Comunicazione" GenAI- Difendere la credibilità degli organi d'informazione che si é tenuto a Palazzo Sclafani a Palermo.L'incontro é stato moderato dalla capo redattrice della sede palermitana della agenzia Adnkronos, Elvira Terranova . L'intelligenza artificiale é un mezzo potente ma la verifica della notizia spetta sempre all' uomo un assunto che é stato sposato da tutti i relatori .
Chi si occupa di comunicazione dev'essere un navigatore esperto ecco perché trattare questo tema assume importanza anche dal punto di vista formativo e deontologico. Alla lunga mattinata é intervenuto il Segretario del Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Filippo Mulè che ha affermato:"Porto i saluti del Consiglio Nazionale dell' Ordine di Sicilia e del suo Presidente, felici di collaborare con l' Esercito. Il giornalismo non affronta un momento felice. É sotto attacco della politica, alcuni editori sfruttano e il mondo del precariato si va allargando.Dati di pochi mesi fa evidenziano che la sfera dei precari ha superato, per la prima volta quella degli stabilizzati. E il nostro contratto é fermo da dieci anni e infatti pochi giorni fa c'è stato uno sciopero. Teniamo molto a stare al passo con i tempi ma altresì alla libertà di stampa.
L'Intelligenza artificiale può produrre un testo distorto o pone  spesso problemi di accuratezza e bisogna tenerne conto".


Entrando nel vivo del meeting con analisi accademiche e deontologiche é intervenuto Marco Giacalone, giornalista, professore a contratto alla Lumsa. É un esperto informatico la cui relazione era: " Quando la risposta non basta: verità e responsabilità nell'era della GenAI". "Per me é un grande pappagallo che ripete le parole l' Intelligenza Artificiale esordisce il professore della Lumsa. La prima regola ritengo é capire il contesto in cui si interroga l' Intelligenza Artificiale. Gemini ha fatto un accordo con Reddit per 60 milioni e può " pescare" i contenuti. L' AI genera quindi  informazioni che non corrispondono alla realtà e alla verità oggettiva. Noi abbiamo dall' Intelligenza artificiale risposte a domande che non ci eravamo mai posti. 
L' Intelligenza artificiale può essere manipolata dobbiamo dirlo senza giri di parole. Il sorpasso dei contenuti generati dall' intelligenza artificiale c'è stato ma il vero rischio é ormai la credibilità relegata. Il lettore a quel punto attribuisce la colpa alla testata che ha diramato l' articolo creato con l' AI. L' intelligenza artificiale dà una risposta plausibile ma dev'essere verificata. L' AI aiuta a scrivere ma non sostituisce la verifica, i testi generati vanno riletti da una persona competente , la redazione deve decidere prima cosa l' AI può fare e non fare. I giornalisti, e concludo, devono amare la scrittura e scegliere significa assumersi una responsabilità".Poi é stata la volta del prof. Gioacchino Lavanco, Ordinario di Psicologia di Comunità di Unipa, ha relazionato sul ruolo del giornalismo professionale come garanzia contro i pericoli dell' AI. " L' intelligenza artificiale c'è. Ho provato a rispondere alla domanda: " ma davvero sta modificando il modo di vivere o c'è una richiesta sociale all' disinformazione?". Ritengo che l' AI dice esattamente cosa mi piace sentirmi dire. E questo capite che non é un problema solo legato al giornalismo. Come é cambiata la domanda di informazione all'esigenza di disinformazione? Questo é il vero punto della questione. Oggi le notizie sono credibili e visibili mi riferisco ad esempio alla televisione . La fake news di cui ormai si parla da tempo, hanno bisogno dello " scemo del villaggio" questo a sua volta le demolisce. Oggi c'è un ulteriore fattore da tenere conto ovvero che esiste l'influenza sociale. É un fenomeno pervasivo presente in ogni sfera sociale. Nella vita quotidiana ciascuno di noi é spesso contemporaneamente bersaglio di influenza sociale. Ho bisogno di usare le notizie per orientare. Non riesco così a valutare l' informazione . Sapere di essere appoggiato da persone che ci approvano ci dà un po' più di coraggio di esporre le ragioni, mentre diverso è confrontarsi con dei detrattori spesso questo ci spaventa al punto da ridurci in silenzio".Altrettanto interessante la relazione di Roberto Gueli, vicedirettore Nazionale della Tgr Rai. Si é soffermato sul futuro del giornalismo nell'era di internet, dei social, degli influencer dei comunicatori e anche dell' Intelligenza Artificiale . "La mia visione del giornalismo é romantica ma é chiaro che deve avere un' evoluzione. Il nostro mondo non é al momento pronto all' Intelligenza artificiale. La nascita di finti blogger e giornalisti avvelenano i pozzi.Oggi purtroppo la verifica della notizia non viene fatta per colpa anche della velocità . Noi abbiamo grosse difficoltà perché alle volte arriviamo in ritardo su una notizia. Perché noi abbiamo deontologicamente il dovere della verifica mentre altre figure pubblicano subito . Occorre arginare quando sta accadendo e anche la categoria e l'Ordine devono essere ben saldi. Bisogna arginare il problema. Non é l' Intelligenza artificiale a determinare lo status di giornalista.Bisogna regolamentare il tutto perché altrimenti il nostro mondo finisce.
Tutta l'evoluzione tecnologica va maneggiata con cura altrimenti il giornalismo scompare".
In chiusura il Ten. Col. Saverio Rametta, Capo centro pianificazione, analisi, formazione per le comunicazioni operative ha esposto la sua relazione: "Così come potete vedere nelle slide vengono toccati tre punti principali, legati all'evoluzione storica della disinformazione. La prima a capire il ruolo della disinformazione fu l'Unione Sovietica. Poi si è giunti all'era industriale e poi all'era Generativa (2023) in cui l' AI permette la creazione di contenuti istantanei e persuasivi. Indubbiamente un fattore da tenere conto è la venuta meno dello spirito critico. Desidero esplicitare un caso studio di disinformazione nell' area baltica e polacca. Inizialmente gli hacker hanno creato  un sito clone di VATESI con l'articolo inventato sulla esistenza di una catastrofe. Poi i contenuti hackerati dal sito ufficiale con il collegamento link al sito originale per rendere  tutto ancora più credibile. Dopo hanno hackerato il sito del ministero polacco e poi  l'account di un giornalista amplificando la notizia. Il fatto di rimandare anche agli articoli al sito reale incide sulla credibilità. Ma non solo, bisogna tenere conto in questa analisi anche dell' adattamento linguistico culturale operato, del Timing e della narrazione corrente richiamando fatti recenti . Un altro elemento usato per mettere in atto la disinformazione é anche la clonazione di siti giornalistici esistenti come ad esempio il "The Guardian" o "Le Monde" per citarne alcuni, in modo tale da rendere credibili le notizie cercando allo stesso tempo di di inserire contenuti utili ai propri interessi". Di tutto questo si è parlato all'interno del salone delle Bifore del palazzo risalente al 1330. In un clima di attento ascolto e confronto costruttivo gli operatori delle Forze dell'ordine e i militari, esponenti del mondo accademico e dell'informazione hanno potuto cogliere le potenzialità dello strumento e altresì la sfida del mondo dell'informazione chiamato a difendere il baluardo della libertà di manifestare il proprio pensiero tenendo a mente sempre il rispetto per il lettore, la veridicità delle fonti e i principi di continenza della notizia.

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