In questo processo scomparvero quattro complessi religiosi: San Francesco alle Stimmate, San Giuliano, Sant’Agata alle Mura e Santa Marta. Tuttavia, come dimostra la ricerca di Flaminia Ferlito, non tutto andò perduto. Attraverso una rilettura critica e l’analisi di fonti archivistiche inedite, dallo studio emergono le tracce di un patrimonio straordinario rimasto a lungo disperso. Opere, frammenti e memorie riemergono da una storia di cancellazione solo apparente: ne sono esempio gli straordinari stucchi di Giacomo Serpotta, oggi conservati presso l’Oratorio dei Bianchi, testimonianza di un’eredità artistica che continua a vivere nella memoria della città.
Lo studio, sviluppato nell'ambito della collaborazione tra la Bibliotheca Hertziana e Palazzo Butera, propone così, a distanza di 129 anni esatti dall’inaugurazione del Teatro, uno sguardo nuovo su questa profonda metamorfosi e sul Teatro Massimo divenuto un simbolo della comunità cittadina e sorto su un terreno già profondamente intriso di sacralità e cultura.
L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Flaminia Ferlito è una storica dell’arte, dottore di ricerca in Analisi e Gestione del Patrimonio Artistico presso l’IMT Scuola Alti Studi di Lucca. I suoi interessi si concentrano sul patrimonio religioso italiano, con particolare attenzione alle modalità con cui esso è stato gestito, tutelato, disperso e introdotto nel mercato artistico internazionale nel periodo successivo all’Unità d’Italia. Nel 2025 ha svolto ricerche tra Palermo e Roma grazie a una borsa predottorale nell'ambito del programma "Viaggio a Palermo", promosso dalla Bibliotheca Hertziana (Dipartimento Michalsky) in collaborazione con Palazzo Butera. Nel 2024 è stata visiting researcher presso la Columbia University di New York, mentre nel 2023 ha ricoperto il ruolo di visiting scholar presso l’University of California, Berkeley.

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