Tra questi: Olivia Sellerio, Danilo Rea, Glauco Venier, il Quartetto di Sax con pianoforte del Conservatorio di Palermo, Daniela Spalletta, i SeiOttavi, Filippo Luna, oltre a due importanti orchestre, la Sinfonica Siciliana e la Nazionale Barocca dei Conservatori.
I programmi spaziano dal jazz alle rivisitazioni moderne di repertori d’autore, dalla musica classica alla recitazione, offrendo proposte di altissima qualità artistica, diversificate nei generi e capaci di coinvolgere un pubblico ampio.
Il programma prevede spettacoli, visite guidate, incontri con gli artisti e momenti di confronto con studiosi e critici di fama internazionale. Questi ultimi saranno a ingresso gratuito, con l’obiettivo di favorire una conoscenza più approfondita dell’Area archeologica e delle tematiche legate alla sua storia, che dalla Preistoria spazia all’arte contemporanea.
Il ciclo di incontri avrà come protagonisti il critico d’arte Bruno Corà, gli artisti Mark Art ed Emilio Isgrò e l’archeologo Massimo Cultraro.
Quest’anno il progetto grafico dedicato all’identità visiva del Festival è stato realizzato attraverso un contest promosso dalla Fondazione Tusa, rivolto agli studenti del corso di Graphic Design dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, la cui vincitrice è la studentessa Simona Bertolino.
Il Festival, ideato e curato dalla Fondazione Sebastiano Tusa, è realizzato dal Comune di Partanna con il Libero Consorzio Comunale di Trapani e il sostegno dell’Azienda Farmaceutica Riccobono di Palermo. Collaborano inoltre prestigiose istituzioni come il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e l’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Le manifestazioni si svolgeranno a Partanna, nell’Area archeologica di Contrada Stretto. Gli eventi avranno inizio alle ore 21.00, tranne l’ultimo in calendario che avrà luogo nella Chiesa Madre di Partanna.
Valeria Li Vigni, Presidente Fondazione Sebastiano Tusa : «La terza edizione del Festival presenta un programma ricco di prestigiose iniziative che intercalano i concerti con gli incontri e i dibattiti in programma, nell’ottica di fornire una lettura interdisciplinare del sito. Con la terza edizione del Festival, l’Area Archeologica di Stretto Partanna viene descritta, visitata e vissuta per fornire al nostro pubblico una conoscenza esaustiva dei luoghi e ridare quel richiamo internazionale con cui era nata per volontà di Sebastiano Tusa».
Daniele Ficola, Direttore artistico: «Il programma di quest’anno è particolarmente ricco, sempre nell’ottica di una commistione di generi e spettacoli che non si fondono tra loro, ma sono ben distinti nella loro varietà e originalità».
Francesco Li Vigni, Sindaco Comune di Partanna (TP): «Siamo giunti con orgoglio alla terza edizione del Festival “Musiche e Parole” a Stretto, un appuntamento che questa amministrazione ha fortemente voluto e sostenuto sin dal principio. Crediamo profondamente in questo progetto perché è un modo di valorizzare il sito archeologico di Partanna, trasformandolo in uno spazio vivo, capace di accogliere esperienze culturali di qualità.
La presenza di artisti di rilievo nazionale contribuisce a qualificare ulteriormente il Festival e a dare prestigio alla nostra comunità, dimostrando che anche realtà come la nostra possono diventare punti di riferimento culturali importanti.
Continueremo a investire in iniziative come questa, convinti che la cultura sia uno strumento di crescita, partecipazione e promozione del territorio».
Roberto De Gennaro Crescenti, Assessore alla Cultura, del Comune di Partanna : «La terza edizione di “Musiche e Parole” a Stretto conferma la volontà dell’amministrazione comunale di promuovere una visione della cultura ampia e non monodirezionale. Il Festival nasce infatti con l’intento non solo di valorizzare il sito archeologico di Partanna, ma anche di offrire un’esperienza culturale capace di unire linguaggi diversi, come musica, parole, arte ed emozioni.
Crediamo in una cultura che sappia dialogare con le persone, creare connessioni e rendere i luoghi identitari spazi aperti alla contemporaneità. Questo Festival rappresenta esattamente questa idea, ovvero un incontro tra patrimonio storico e nuove forme di espressione culturale.
La partecipazione di artisti di rilievo testimonia inoltre la crescita della manifestazione e la qualità del percorso intrapreso».

Nessun commento:
Posta un commento