La perseveranza è il grande insegnamento che ci ha lasciato insieme alla perseguimento della strada della legalità, questo è il significato profondo racchiuso nel conferimento della cittadinanza onoraria di San Giuseppe Jato al prefetto Renato Cortese.
"È un riconoscimento che parla alla memoria e al futuro e ai giovani sottolinea il primo cittadino Giuseppe Siviglia, ai quali vogliamo consegnare l'insegnamento che la mafia può essere sconfitta con impegno civico. La sua presenza rappresenta un onore per tutta la comunità di San Giuseppe Jato".
La cerimonia presentata dalla giornalista Riberta Giuffrè, è iniziata con l'Inno di Mameli suonato dal coro dell'Anps di Palermo diretto dal maestro Raimondo Capizzi . In sala presente il questore di Palermo Calvino, quello di Trapani Di Giannantonio e di Enna Incognito.
Il sindaco Siviglia ha poi aggiunto:" Mi sono particolarmente commosso quando è stato ricordato tutto quello che lei ha fatto. Questa gente è qui perchè la vuole bene e riconosce in lei l'uomo delle Istituzioni. Abbiamo la rappresentanza dei Comuni " Sviluppo e Legalità " che con impegno lavorano nei loro territori che lei ha contribuito a liberare.
Abbiamo scelto questo giorno particolare perchè 30 anni fa sono stati arresti i fratelli Giovanni e Enzo Brusca nati in questa comunità. E a causa della presenza di questi personaggi siamo stati etichettati. Oggi è un paese diverso. Vedere il cambiamento nelle attività che facciamo nelle scuole per la diffusione della legalità è bellissimo. E oggi se possiamo parlare in modo libero lo dobbiamo a lei. Questa cerimonia non vuole essere di circostanza ma di affetto per la sua persona e per tutti coloro che hanno lavorato con lei. Dobbiamo essere felici del prefetto Cortese perchè lui è con noi e gira anche per l'Italia per diffondere i valori della legalità. Viva lo Stato e siamo felici che il prefetto Cortese è un cittadino di San Giuseppe Jato".
Il pomeriggio emozionante è continuato con il saluto del Presidente del Consiglio comunale Antonino Liuzza. Un primo riconoscimento, una pergamena, è stata data dal Presidente del Parlamento internazionale del Parlamento della Legalità, il professore Nicolò Mannino.:"Legalità è un modo di essere lo sei e basta . Ricordo una bambina di San Giovanni Rotondo che disse leggendo la tua storia, ha detto è lui il nostro eroe e tu hai accettato caro Renato, emozionato la Presidenza onoraria. È bello sapere che il prefetto Cortese è cittadino del Paese in cui vivo. Fiero di essere tra i tuoi amici ". E il baby sindaco di San Giuseppe Jato Francesco Liuzza che come giovane sensibilizza i ragazzi.
Subito dopo il Coro dell' Anps di Palermo guidato abilmente dal maestro Raimondo Capizzi e con il presidente Raffaele Palma ha eseguito la preghiera del poliziotto .
Subito dopo il Coro dell' Anps di Palermo guidato abilmente dal maestro Raimondo Capizzi e con il presidente Raffaele Palma ha eseguito la preghiera del poliziotto .
Poi è stato celebrato il momento istituzionale con la consegna della cittadinanza. Ecco la motivazione trascritta nella bellisisma pergamena: "per l'eroico coraggio e la straordinaria abnegazione posti al servizio dello Stato. Protagonista determinante della cattura di Giovanni Brusca, con il suo operato ha indebolito profondamente la struttura di Cosa nostra riscattando il prestigio delle Istituzioni. Nel trentesimo anniversario della cattura di Giovanni Brusca San Giuseppe Jato conferisce la cittadinanza onoraria quale simbolo di riscatto e di rinascita civile della nostra comunità".
"Quell' arresto significò l'inizio della reazione della comunità siciliana esordisce il prefetto Cortese ripercorrendo quanto accaduto 30 anni fa e stringendo tra le mani la pergamena. Sono onorato di ricevere questo riconoscimento. Tengo a dire che San Giuseppe Jato non può essere il nome dei Brusca e il Paese non può essere definito dalla arroganza mafiosa ma deve essere identificato da chi ha scelto di rimanere in questa terra bellissima, ha continuato il prefetto Cortese. Questa cittadinanza, oggi, proprio qui, al di la del mio nome e della mia persona, vuol dire che San Giuseppe Jato ha fatto una scelta chiara contro la mafia. Ci tengo a dire che questo riconoscimento esula la mia persona e il mio nome nel senso che i risultati investigativi ottenuti sono stati resi possibili da un lavoro di squadra. Soli non si va da nessuna parte. C'era il Capo della Mobile Savina, ma voglio ringraziare tutti i miei uomini che vedo qui. Dovevamo dare una risposta significativa anche per i nostri poliziotti uccisi nelle Stragi del 92'. Brusca era colui che aveva azionato il telecomando della Strage di Capaci. Vedo in sala qui Tina Montinaro che in quella Strage perse suo marito Antonio e la ringrazio per essere qui . Concludo ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questo evento e porterò con me questo grande affetto".
Un'altra pergamena è stata consegnata al Presidente dell'Anps di Palermo Raffaele Palma e al Coro da sempre presente in tutte le iniziative della Polizia di Stato. Il Presidente Palma emozionato ha ritirato il riconoscimento dal neo cittadino di San Giuseppe Jato, il prefetto Cortese a cui sono andare parole di stima per il suo operato e per la sua persona.
Al termine è stata eseguita la canzone "Inno siciliano Madre Terra". Un lungo applaudo e anche il viso emozionato degli uomini della Catturandi presenti nella sala del Centro diurno Giorgio La Pira hanno suggellato questo momento per un uomo che continua con dedizione e professionalità a servire lo Stato .







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