Alcamo, San Vito Lo Capo e il bisogno di essere visti: la riflessione della Comunità per minori San Paolo di Castellammare del Golfo gestita dalla Cooperativa Terraferma

A Gibellina, Capitale dell'Arte Contemporanea 2026, un gruppo di adolescenti della Comunità San Paolo di Castellammare del Golfo viveva un'esperienza opposta. Accompagnati dal maestro Virgilio Sieni nell'ambito del progetto "Generazione Zeta" -strumento progettato per contrastare il disagio giovanile- i ragazzi sono saliti sul palco trasformando emozioni, paure e fragilità in espressione artistica, sperimentando un modo diverso modo di essere visti, riconosciuti e valorizzati.
Da questa esperienza nasce la riflessione di Nina Grillo- responsabile della Comunità San Paolo gestita dalla cooperativa Terraferma e coordinatrice del progetto Generazione Zeta- sul bisogno profondo degli adolescenti di essere visti, ascoltati e riconosciuti da adulti presenti, educatori e comunità capaci di intercettare i bisogni dei ragazzi prima che il disagio si trasformi in un grido che nessuno riesce più ad ascoltare. Il testo nasce dai due recenti episodi di cronaca avvenuti in provincia di Trapani che hanno profondamente colpito l'opinione pubblica: la morte di un giovane di 26 anni ad Alcamo durante una diretta social e il caso dell'11 enne di San Vito Lo Capo che ha tentato di aggredire il proprio insegnante riprendendo l'azione con il cellulare e diffondendolo online. Una riflessione che mette a confronto scenari diversi ma accomunati dalla stessa domanda: cosa accade quando un giovane cerca attenzione, ascolto e appartenenza?. "Gibellina conosce bene il peso di ricostruire qualcosa di vivo dalle macerie. Sa cosa vuol dire fare arte là dove c'era dolore. Ed è esattamente questo il sapere di cui i nostri ragazzi avevano bisogno: che dalla propria storia difficile si può costruire, che il disagio può diventare materia viva invece che peso da cui fuggire"... "Non serve un teatro di fama mondiale. Serve un Virgilio. Serve un adulto che ci creda prima che i ragazzi ci credano. Che tenga lo spazio anche quando è difficile. Che sappia aspettare il momento in cui un ragazzo che non si era mai immaginato degno di un palcoscenico si ritrova lì e scopre che il mondo non crolla, che la gente applaude, che lui esiste e vale. Perché il grido di aiuto che finisce in diretta è sempre preceduto da tanti sussurri che nessuno ha raccolto"...

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