Le indagini condotte dai finanzieri del primo nucleo Operativo metropolitano del gruppo di Palermo, con l'ausilio del gruppo di Gioia Tauro, hanno interessato un imprenditore palermitano e la documentazione che attestava la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell'importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali per lo sdoganamento e l'immissione in libera pratica. Uffici che, ingannati dalla falsa documentazione, hanno proceduto a emettere i provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri per un valore complessivo di mercato stimato in circa 5 milioni di euro. I successivi riscontri avrebbero invece fatto emergere un sistema di certificazioni ingannevole.
Note come e-bike ed Epac, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario con una potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 km l'ora. Le e-bike sono soggette alle direttiva europea 'Macchine' che ne regola la produzione per garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute.

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