"Bisogna scardinare uno stereotipo culturale e un modus operandi pericoloso", dichiarano i rappresentanti di CNAI Catania. "L'operatore sanitario non è, e non può mai essere, il bersaglio su cui scaricare la frustrazione o il dolore".
L'Associazione comprende e rispetta la sofferenza dei malati, l’ansia dei familiari e lo stress legato alle attese nei Pronto Soccorso. Tuttavia, alzare le mani, urlare o minacciare non è uno sfogo accettabile e, soprattutto, non risolve alcuna problematica. La violenza non riduce i tempi di attesa né migliora le cure; al contrario, genera solo caos, toglie serenità all'équipe sanitaria e rallenta l'assistenza a scapito degli stessi degenti.
Da parte degli infermieri e di tutto il personale sanitario c’è e ci sarà sempre la massima disponibilità al dialogo e all'ascolto. Ogni giorno, gli operatori scendono in corsia mettendo in campo il più alto livello di professionalità e umanità per tutelare la vita di ciascuno. Per l'Associazione questa sensibilizzazione verso l'utenza ha radici concrete: già lo scorso 12 maggio, in Piazza Stesicoro a Catania, all'interno del gazebo allestito per la Giornata Internazionale dell'Infermiere, tra le varie iniziative la CNAI ha ribadito con forza il proprio impegno per una sanità sicura e vicina alle persone, lanciando un chiaro appello contro le aggressioni a tutto il personale sanitario (infermieristico, medico, tecnico e OSS).
L'associazione chiede ora alle istituzioni tutele concrete e ai cittadini di ritrovare quel patto di fiducia reciproca indispensabile per il bene di tutti. La violenza si ferma insieme.
Catania, 10/08/2026

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