ARS: piano paesaggistico provincia di Palermo. Giambona "Siamo alle comiche. Schifani intervenga e sospenda il provvedimento"

PALERMO (28 settembre 2026) – “Governo e maggioranza di centrodestra organizzano un convegno nel palazzo della politica siciliana per chiedere la revoca di un piano che hanno approvato loro stessi. Se non fosse tragico, sarebbe comico, quasi fantozziano: vere e proprie comiche in salsa centrodestra siciliana”. Lo dice Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all'Ars, commentando l'iniziativa in programma questa mattina per chiedere la revoca del Piano paesaggistico della provincia di Palermo, approvato solo poche settimane fa dall’assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Io lo avevo detto giorni fa - ricorda Giambona - che la Regione prima fa e poi disfa. Non immaginavo che il disfare sarebbe toccato proprio a chi ha fatto.
Ormai il centrodestra procede a colpi di comunicati stampa, uno che smentisce l'altro, in una rincorsa di contraddizioni che non è più solo un problema di coordinamento tra assessorati, ma di una coalizione che litiga con sé stessa in pubblico, davanti a sindaci e amministratori lasciati in mezzo a pagare il conto”. “La domanda è semplice - prosegue Giambona -: se fanno parte della stessa maggioranza e dello stesso governo, perché non ne discutono in giunta? Perché il presidente Schifani, invece di fare il punto della situazione all'interno dell'esecutivo, lascia spazio ad azioni che sanno di propaganda? La verità è che si vogliono alimentare aspettative nei territori sapendo benissimo che queste iniziative non troveranno mai attuazione né riscontro”. “Ma c'è un aspetto che non possiamo ignorare - aggiunge Giambona -. All'evento saranno presenti amministratori che, in buona fede e nell'interesse delle proprie comunità, sono andati lì nell'aspettativa di trovare una risposta. A loro va data voce, perché chiedono di sospendere gli effetti del nuovo Piano paesaggistico e rappresentano territori realmente danneggiati”.“Ai cittadini e ai Comuni - conclude Giambona - non serve un teatrino tra colleghi di maggioranza, ma chiarezza e coerenza. Chiediamo perciò che Schifani sospenda il provvedimento e una conseguente concertazione con i territori, per andare incontro alle loro esigenze. Se ritengono di aver sbagliato, lo dicano nelle sedi proprie, assumendosi la responsabilità di ciò che hanno votato, senza scaricarla sugli altri”.

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