L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: comprendere a fondo le tecniche costruttive tradizionali e le prestazioni termofisiche e meccaniche delle murature che caratterizzano gli edifici storici del centro abitato. Un patrimonio che non è solo architettonico, ma identitario, fatto di pietra, memoria e stratificazioni che raccontano la storia di una comunità. Le attività prevedono l’esecuzione di prove termofisiche direttamente sulle murature di alcuni edifici.
Si tratta di indagini non distruttive e non invasive, condotte in regime invernale per sfruttare il naturale gradiente di temperatura tra interno ed esterno. I tecnici applicheranno temporaneamente sensori per misurare temperatura e flusso termico sulle superfici delle pareti: nastro adesivo di carta all’interno, una piccola quantità di pasta di gesso all’esterno. Materiali scelti proprio per garantire la totale reversibilità dell’intervento. Le misurazioni dureranno alcuni giorni, al termine dei quali tutta la strumentazione verrà rimossa e gli edifici riportati alle condizioni originarie, senza alcun danno alle superfici. «Accogliamo con grande interesse questo progetto dell’Università di Palermo, che conferma l’attenzione scientifica verso il nostro centro storico e la volontà di valorizzarlo con strumenti moderni e rispettosi. Invito i miei concittadini a collaborare. Gangi è un borgo che vive della sua identità, delle sue pietre, della sua storia: conoscere meglio le nostre murature significa poterle tutelare e trasmettere alle generazioni future. Ringrazio il Dipartimento di Architettura per la collaborazione e il nostro giovane compaesano Carmelo Nasello per la sensibilità con cui condurrà le indagini, garantendo il pieno rispetto degli edifici e dei residenti», dichiara il sindaco Giuseppe Ferrarello.


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