«Direi che è andata benissimo e che il Festival continua a crescere. Lo scorso anno eravamo felici perché tutto era andato nel migliore dei modi, ma quest’anno è andata ancora meglio – dice il direttore artistico Claudio Collovà –. È il risultato del lavoro di tante persone, della grande famiglia dei lavoratori del Festival, degli artisti che arrivano a Segesta e di un pubblico che è stato davvero commovente. Gli spettatori hanno affrontato anche i tempi di attesa inevitabili, sotto il sole e con il caldo, hanno assistito ai tramonti e, in più di un’occasione, in molte occasioni hanno riempito il teatro anche all’alba».
«Abbiamo registrato un incremento straordinario e una partecipazione di pubblico che conferma come Segesta sia diventata un punto di riferimento per molte persone e per tanti turisti che hanno sete di cultura – aggiunge il direttore –. Al di là dei numeri, ciò che mi sta maggiormente a cuore è la bellezza delle proposte inserite nel programma. Gli artisti sono arrivati qui con gioia e hanno proposto spettacoli meravigliosi. Una menzione speciale per la bellezza di un intero territorio: il Trapanese è una vasta area della Sicilia occidentale, potente nella sua natura, meravigliosa nelle coste e nel mare e ricca di possibilità. Segesta fa la sua parte: ha un teatro e un tempio e noi li abbiamo trasformati nuovamente in luoghi vivi, così come lo erano un tempo”.
“Devo ringraziare il direttore del Parco, l’architetto Luigi Biondo – conclude Collovà - che è a capo di tutto ed è il nostro padrone di casa. Tra noi c’è una grande armonia e si è instaurato un rapporto meraviglioso. Nei cinque anni di collaborazione non ho mai vissuto momenti di difficoltà: ci sono rispetto per il lavoro, stima reciproca, competenza e capacità di ascolto. È un rapporto davvero felice e tutto questo si riflette nella bellezza del Festival”
«È stata una edizione veramente importante, con grandi presenze e soprattutto con un pubblico che si consolida – sottolinea Luigi Biondo, direttore del Parco Archeologico di Segesta –. È un pubblico del quale siamo assolutamente orgogliosi, perché è competente, partecipe e soddisfatto di proposte così variegate, capaci di coinvolgere pubblici diversi. Possiamo già anticipare che abbiamo cominciato a lavorare per il prossimo anno».
Il Teatro e il Tempio hanno ospitato, in questa edizione, Lella Costa con Lisistrata, Arianna Scommegna con Ecuba, Roberto Latini e Manuela Kustermann con Antigone, Moni Ovadia e Mario Incudine con Le Supplici, fino alla prima nazionale di Agamennone di Eschilo, con Maddalena Crippa e Sergio Basile, che ha suggellato la chiusura della manifestazione.
Accanto al teatro, la musica ha attraversato generi e linguaggi diversi, dagli Avion Travel al concerto all’alba di Dardust, fino ai Tamuna, al New Folk Ensemble, dal Tarab Dance ad Alessio Alessandra e agli altri protagonisti della programmazione. Grande spazio anche alla danza contemporanea, con gli U-Theatre, Arcis Collective, Kataklò Athletic Dance Theatre e numerose esperienze capaci di intrecciare ricerca coreografica e nuovi linguaggi.
Non sono mancati la scena internazionale, con spettacoli provenienti da Taiwan, Olanda, Germania, Francia e con il collettivo libanese Zoukak Collective, le produzioni dedicate ai giovani artisti, il ritorno di Gabriele Vacis con la Trilogia dei Vangeli, il progetto under 35 di Oreste diretto da Dario Battaglia e gli appuntamenti che hanno intrecciato teatro, scienza e osservazione del cielo. Accanto agli spettacoli, il Festival ha inoltre proposto laboratori gratuiti aperti al pubblico, rafforzando il proprio legame con il territorio e con la dimensione partecipativa dell’esperienza culturale.
Sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Ministero della Cultura, il Segesta Teatro Festival chiude così un’edizione da record, confermandosi tra le più importanti manifestazioni culturali dell’estate e rafforzando la propria identità di luogo in cui il patrimonio archeologico incontra i linguaggi del presente.

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