Villafrati, l’IPA Palermo commemora Salvatore Castelbuono e dona alla famiglia una litografia di Pippo Madè

A quarantotto anni dall’uccisione di Salvatore Castelbuono, vigile urbano di Bolognetta assassinato dalla mafia il 26 settembre 1978 all’età di 46 anni, si è svolta questa mattina a Villafrati la cerimonia commemorativa dedicata alla sua memoria.Castelbuono, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile, aveva maturato una profonda conoscenza del territorio attraverso il proprio servizio nella Polizia Municipale. Proprio questa esperienza lo aveva portato a collaborare attivamente con l’Arma dei Carabinieri nelle attività di ricerca dei latitanti appartenenti alla criminalità organizzata corleonese. Un impegno che pagò con la vita, diventando una delle figure simbolo del senso del dovere e della fedeltà alle istituzioni nel territorio palermitano.Per la prima volta, su invito della famiglia Castelbuono, alla commemorazione ha partecipato una delegazione dell’International Police Association – Comitato Locale di Palermo, guidata dal presidente Castrense Ganci, insieme a Vincenzo Campanella, della Polizia Municipale di Misilmeri, e all’amico sostenitore Rosario Madè.La partecipazione si inserisce nel percorso di attenzione verso la memoria dei servitori delle istituzioni locali, sostenuto anche dal nascente comitato IPA di Misilmeri.

«Essere qui oggi insieme ai figli Giuseppe e Antonio, nostri associati, a Carmela e a tutti i familiari è stato un dovere morale e collegiale – ha dichiarato Castrense Ganci nel corso della cerimonia –. Salvatore Castelbuono ha dimostrato che il rispetto per la propria terra e la difesa della legalità non hanno confini di ruolo. Il suo sacrificio resta un riferimento e un modello di coraggio e dedizione per tutti gli operatori della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine».

Particolarmente significativo il momento in cui Castrense Ganci ha consegnato alla famiglia Castelbuono una litografia de “L’Angelo della Giustizia” di Pippo Madè, opera legata alla memoria delle vittime della mafia e al tema della giustizia.

L’opera originale di Madè fu realizzata nel 1997 nei laboratori Mastrogiorgio di Gubbio e destinata alla cappella gentilizia della famiglia Borsellino nel cimitero di Santa Maria di Gesù, a Palermo, dove riposa il giudice Paolo Borsellino. La sua realizzazione nacque da una precisa richiesta di Agnese Piraino Leto, moglie del magistrato.

Nella composizione, l’angelo diventa figura simbolica della giustizia, della protezione e della memoria: temi che attraversano una parte importante della produzione di Pippo Madè, artista palermitano che nel corso della sua lunga attività ha dedicato numerose opere all’impegno civile, alla lotta contro la violenza e alla memoria delle vittime della criminalità mafiosa.

La consegna della litografia alla famiglia Castelbuono ha assunto così un significato particolare, creando un legame ideale fra la memoria di Paolo Borsellino e quella del vigile urbano di Bolognetta: due storie differenti unite dal servizio alle istituzioni e dalla violenza mafiosa.

La commemorazione ha riunito familiari, rappresentanti delle istituzioni e appartenenti alle forze dell’ordine attorno al luogo dedicato a Salvatore Castelbuono, rinnovando un ricordo che continua a essere custodito a distanza di quarantotto anni dalla sua morte.

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