Fumarole, Legambiente Sicilia: bene l’emendamento. Ora una misura strutturale per chiudere il ciclo dei residui agricoli

Legambiente Sicilia accoglie con favore l’iniziativa approvata in Commissione Bilancio all’ARS: «Un passo importante nella direzione giusta. Adesso serve una strategia stabile per accompagnare le aziende e chiudere il ciclo dei residui agricoli». Legambiente Sicilia, accoglie con grande favore l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio dell’ARS nell’ambito del DDL 1200, che prevede contributi fino all’80% per l’acquisto di fili, clip e altri materiali biodegradabili o riciclabili utilizzati nelle coltivazioni serricole, oltre a interventi per il trasporto e il conferimento degli scarti vegetali e per l’acquisto di mezzi destinati alla loro triturazione direttamente in azienda.
“Si tratta di un’iniziativa importante - dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia - che interviene concretamente su uno dei principali problemi ambientali connessi alla serricoltura della fascia trasformata e che può contribuire in maniera significativa al contrasto del fenomeno delle fumarole”.
La misura va inoltre nella stessa direzione di una proposta che Legambiente Sicilia aveva sottoposto alla Regione nel giugno 2025 nell’ambito delle misure del Piano Strategico della PAC, indicando la necessità di sostenere economicamente le aziende nel passaggio dai tradizionali fili in polipropilene e clip in polietilene a materiali biodegradabili e compostabili, compensandone il maggiore costo.
Nel documento trasmesso alla Regione, Legambiente aveva proposto in particolare di utilizzare gli strumenti della programmazione agricola per sostenere l’acquisto di materiali compostabili destinati al tutoraggio delle colture in serra, affiancando tale misura con formazione, educazione alla sostenibilità, monitoraggio, controlli e sanzioni.
“Plaudiamo a questa iniziativa, che rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un problema ambientale che da anni interessa la provincia di Ragusa – dichiara Alessia Gambuzza, responsabile Agricoltura di Legambiente Sicilia–. È importante sostenere le aziende che scelgono materiali più sostenibili e rendere economicamente praticabile la sostituzione della plastica tradizionale. Auspichiamo però che questa misura non resti un intervento occasionale, ma possa diventare parte stabile della programmazione agricola regionale”.
Per Legambiente, infatti, la sostituzione delle plastiche con materiali compostabili costituisce un passaggio fondamentale, ma da sola non è sufficiente. Occorre affrontare in maniera organica anche il problema della gestione delle grandi quantità di residui vegetali prodotti alla fine dei cicli colturali, la cosiddetta “fratta”, che ancora oggi non dispone di una filiera adeguata e diffusa di recupero e valorizzazione.
“Il passaggio decisivo – prosegue la responsabile Agricoltura di Legambiente Sicilia – è riuscire a chiudere il ciclo. Una volta abolite le componenti plastiche (perché sostituite da quelle compostabili) dalla massa vegetale, la fratta non deve più essere considerata semplicemente un residuo da smaltire, ma una biomassa da recuperare e valorizzare. Occorre quindi favorire, laddove tecnicamente e normativamente possibile, il compostaggio presso le stesse aziende agricole e, negli altri casi, programmare impianti territoriali di compostaggio adeguatamente dimensionati per le enormi quantità di massa verde prodotte ogni anno nella fascia serricola ragusana”.
La provincia di Ragusa ospita uno dei più importanti distretti serricoli del Mediterraneo. Proprio per questo, secondo Legambiente, può diventare un territorio pilota per un modello di economia circolare applicata all’agricoltura, capace di coniugare competitività delle imprese, riduzione delle plastiche, recupero dei residui colturali e restituzione di sostanza organica ai suoli.
“Il contrasto alle fumarole richiede certamente controlli e rispetto delle regole, ma deve essere accompagnato da soluzioni concrete e sostenibili per le imprese agricole -conclude Castronovo. L’emendamento approvato va in questa direzione. Adesso è importante dare continuità a questo percorso e costruire una strategia stabile per l’intero comparto”.

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