Ad accompagnare la pubblicazione dell’album è Nuvuli Bianchi, scelta come focus track e proposta in una nuova veste. Già semifinalista a Musicultura e finalista al Premio Pierangelo Bertoli, la canzone tiene insieme malinconia e speranza, fragilità e desiderio di andare oltre, aprendo il new folk di Ponente a una sensibilità pop senza rinunciare alla centralità della lingua siciliana. Il disco sarà presentato con uno speciale evento di teatro-canzone in programma il 29 ottobre alle ore 21, a ingresso libero, al Teatro Officine Bellotti di Palermo. Lo spettacolo sarà diretto da Carlos Navarrete Patiño, direttore creativo di Balich Wonder Studio, con cui Alessandra Ponente ha collaborato in occasione del 400° Festino di Santa Rosalia.
Il titolo racchiude il nucleo poetico dell’intero lavoro. I riavuli, letteralmente “diavoli”, sono i demoni che ciascuno porta con sé: domande, paure, desideri, contraddizioni, decisioni rimandate, amori, giudizi e quel confronto con noi stessi al quale, prima o poi, diventa impossibile sottrarsi. «Tutti abbiamo l’esigenza di combattere con i nostri demoni. I miei “Riavuli” sono le domande, le incertezze, le contraddizioni e le scelte che la vita mi presenta: sono, in fondo, i conti che devo fare con me stessa. Questo album non è semplicemente una raccolta di canzoni, ma il racconto di una trasformazione: dalla sospensione della pandemia alla costruzione della mia identità artistica, dalle prime registrazioni alla loro nuova veste, dalla tradizione popolare alla world music, fino al passaggio dalla dimensione privata della scrittura alla scena. Ho voluto rimettere in gioco anche le canzoni nate per prime perché, nel frattempo, sono cambiate la mia voce, la mia esperienza e la mia consapevolezza. I “Riavuli” possono parlare siciliano, ma i demoni, i desideri e le contraddizioni con cui facciamo i conti appartengono a tutti», racconta Alessandra Ponente.
Al centro della scrittura c’è il siciliano, con alcune parole italiane presenti soltanto in alcuni brani e una particolare attenzione alla parlata palermitana: una lingua che, come afferma la stessa artista, «viene dalla pancia». Emotiva, fisica e contemporanea, conserva suoni, costruzioni e parole appartenenti alla memoria della cultura e del canto popolare siciliano, trasformandoli in strumenti attraverso i quali osservare il presente. È in questa tensione fra radice e contemporaneità che si definisce l’identità musicale di Ponente: un new folk mediterraneo nel quale la tradizione non rappresenta un luogo in cui rifugiarsi, ma quello dal quale partire.
Parole come riavuli, abballo, ammucciati, rumani e malasorte mantengono una geografia linguistica precisa e, nello stesso tempo, esprimono emozioni che non conoscono confini. Il siciliano diventa così non un limite identitario, ma il modo più naturale dell’artista di raccontare il mondo. Centrale nella costruzione di questo universo sonoro è il rapporto creativo con Gaetano Mirabella: Alessandra Ponente firma i testi, mentre le musiche nascono dalla collaborazione fra i due artisti, in un dialogo nel quale parola, melodia e ricerca musicale procedono insieme. La chitarra classica e acustica di Mirabella contribuisce inoltre a delineare un suono che parte dalla Sicilia e guarda oltre i suoi confini, facendo convivere memoria mediterranea, scrittura cantautorale, sensibilità pop e suggestioni della world music.
Le canzoni di RIAVULI compongono un viaggio emotivo nel quale esperienze personali e sentimenti universali si sovrappongono. Sissi è il racconto poetico della bambina che Alessandra è stata e della donna che è diventata, senza perdere quella piccola Sissi che continua a vivere dentro di lei, tra sogni, fantasie e lampare sul mare. Parrami Rumani racconta la paura della scelta e il tentativo di rimandare una verità sentimentale che si conosce già, ma che non si è ancora pronti ad affrontare. Nuvuli Bianchi tiene insieme malinconia e speranza, fragilità e desiderio di andare oltre, aprendo il new folk di Ponente a una sensibilità pop senza rinunciare alla centralità della lingua siciliana. Ammucciati, “nascosti”, racconta un amore clandestino e sottratto allo sguardo degli altri. È una canzone carnale e malinconica, attraversata da corpi, pelle, vento e tempo: un amore che sembra poter esistere pienamente soltanto per poche ore ma che, proprio per questo, continua a vivere nei sogni. La promessa di ritrovarsi fra vent’anni conduce il brano oltre il racconto di un incontro, suggerendo che un amore possa durare poche ore e continuare a esistere per una vita intera. Comu ciù ricu o mari affida al mare una confessione troppo difficile da rivolgere persino a sé stessi. Occhi porta la scrittura di Ponente nella dimensione del desiderio e delle relazioni: due persone si ritrovano “occhi nall’occhi”, i silenzi diventano assordanti, le parole finalmente prendono il volo e l’ultimo bicchiere, prima di correre lontano, conduce all’immagine dell’ultimo tango, mentre desiderio e separazione abitano la stessa notte. A Malasorte propone una riflessione lucida e ironica sul modo in cui la sfortuna viene osservata e giudicata in una società sempre più dominata dall’individualismo, mettendo in discussione un mondo che sacrifica il bene comune al benessere personale. Malelingue porta il conflitto nello spazio del giudizio sociale, delle parole che feriscono, degli sguardi e delle etichette imposte dagli altri. Abballo trasforma la danza in una forma di resistenza: continuare a ballare nonostante le balate scottino sotto i piedi significa attraversare debolezze, difficoltà e delusioni senza lasciarsi immobilizzare. A chiudere il percorso è Riavuli, manifesto poetico dell’intero disco, nel quale il confronto con i propri demoni assume la forma di un rito liberatorio e parola, ritmo e corpo diventano strumenti per affrontare ciò che normalmente si tenta di nascondere.
L’identità visiva di RIAVULI accompagna l’universo musicale del disco e ne traduce in immagini il dialogo fra radice e presente. La grafica e l’artwork sono firmati da Martina Ponente, mentre il VideoArt Project è curato da Manfredi Flaccovio.
Palermo rimane presente nell’immaginario del progetto senza diventare una cartolina: la tradizione è riconoscibile senza trasformarsi in nostalgia e il siciliano conserva pienamente la propria identità senza diventare un confine. I testi di RIAVULI sono firmati da Alessandra Ponente, mentre le musiche sono di Alessandra Ponente e Gaetano Mirabella.
Alle registrazioni del disco, oltre ad Alessandra Ponente alla voce e Gaetano Mirabella alla chitarra, hanno partecipato anche Virgina Maiorana, fisarmonica, Chicco Bologna e Giovanni Parrinello percussioni, Moreno Morreale al Bouzuchi, Angus Alberto Anguzza tromba, Diego Tarantino contrabbasso.
La produzione artistica è di Giovanni Parrinello per The Vito Records; registrazione e missaggio sono stati curati da Riccardo Piparo presso Cantieri 51, mentre il mastering è di Roberto Romano presso gli OS3 Studios di Roma. L’album è pubblicato da FDAM, con edizioni musicali FDAM/The Vito Records e distribuzione Warner Music Italia. Il management è affidato all’avvocato Fabio Dell’Aversana per SIEDAS; Francesco Marchese è label manager e legal counsel di FDAM, mentre l’organizzazione generale è curata da Tiziano Di Cara. L’ufficio stampa è di Gabriele Lo Piccolo e la promozione radio e TV è affidata a Marco Stanzani per Red&Blue Music Relations.

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