Se abbiamo dolori reumatici, mal di testa, dolori mestruali e altri dolori che siamo soliti curare con antidolorifici, forse ci conviene valutarne meglio l’utilizzo. perchè già nel 2004 e successivamente nel 2005 ricerche fecero capire i danni degli antidolorifici e dei cosiddetti fans, antinfiammatori, il problema è che non vennero presi molto in considerazione visto che ancora oggi se ne fa largo uso ma sopratutto senza la consapevolezza dei rischi che si corrono.
Il Vioxx, nome commerciale del rofecoxib, ritirato dal mercato nel 2004 per i rischi per la salute, insieme a tutta la categoria di farmaci a base di cicloossigenasi 2 (Cox2) sono stati i primi ad essere messi sotto la lente, ed ora sotto accusa ci sono tutti quei farmaci a base di ibuprofene come il Moment o il Buscofen e tutti i farmaci che hanno come principio attivo ildiclofenac come il Voltaren.
Le due sostanze in questione sembra siano responsabili di un aumento delle percentuali di infarto. A darne la notizia è il quotidiano The Guardianriprendendo la pubblicazione sulla rivista British Medical Journal della ricerca dell’Università di Nottingham sui rischi legati agli antidolorifici.
Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland che hanno condotto la ricerca, hanno identificato 9.218 pazienti in Inghilterra, Galles e Scozia, tra i 25 e i 100 anni, che hanno già sofferto di un primo infarto e li hanno tenuti sotto osservazione. Nelle valutazioni finali, naturalmente, sono stati considerati i fattori come l’età, le malattie cardiovascolari diagnosticate, il fumo e il consumo di altri farmaci, come l’Aspirina che riduce il rischio di un attacco di cuore. Il risultato è stato che con il consumo di ibuprofen il rischio infarto cresce del 24 per cento, mentre con l’assunzione di diclofenac aumenta addirittura del 55 per cento.
Secondo le ricercatrici, ogni 1.005 persone ultra sessantacinquenni che assumono ibuprofen, uno subirà un infarto. E per capire l’impatto dei numeri, è bene considerare che solo oltremanica i pazienti che soffrono di artrite e sono quindi potenziali consumatori di antidolorifici, sono circa 9 milioni.
(Eticamente)
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